
Siamo ridotti all’osso e Lui… il taumaturgo del paese, che fa? Concede un prestito di 300 milioni di euro ad Alitalia….
Sinceramente l’idea che la nostra compagnia aerea di bandiera vada nelle mani di scrocconi francesi o comunque stranieri, certo, mi disturba…ma che gli prestasse i suoi di soldini e non i miei o quelli della zia Pina che poveraccia ancora bestemmia per la pensione da fame che percepisce e quasi non riesce a mangiare tutti i giorni del mese.
L’Europa si interroga, anzi ci interroga e pretende risposte mentre Padre (papà) Silvio farnetica un intervento continentale… un aiutino, manco fossimo al quiz giornaliero della Clerici e Bigazzi (sti cazzi).
Sarà mica colpa dell’ UE se il consiglio di amministrazione di Alitalia ha polverizzato un capitale pazzesco?
Sarà mica colpa dell’ UE se i manager con le ali (ai miei tempi c’erano i porci con le ali, ma mi pare che non siamo molto lontani) non hanno avuto la lungimiranza di assicurarsi sul caropetrolio e dunque non hanno potuto ammortare il costo del biglietto che al contrario delle altre compagnie continua a lievitare manco fosse un soufflé?
Cominciamo bene dunque…
A parte che già litigano e la cosa mi fa morir dal ridere:
Formigoni resta abbarbicato al Pirellone (col cazzo che lo molla) mentre a Bossi di duro pare sia rimasto solo il nervo facciale che lo costringe ad una smorfia grottesca. Sinceramente trovo, in un certo senso, giusta l’idea del federalismo fiscale, la gestione del denaro pubblico deve essere monitorata ad evitare sperperi agghiaccianti di caste e mafie….ma sarebbe opportuno riequilibrare, almeno inizialmente, le regioni italiani e quei 300 milioni di euro che vengono fuori dal cilindro magico un po’ servirebbero.
Poi c’è il totoministri e qui ne ho sentite delle belle:
La Brambilla ministro dell’ambiente? E certo …sicuramente la signora, figlia di una delle dinastie industriali dell’acciaio, sarà cresciuta in odor di ecologia e rispetto dell’ambientino da lei frequentato(almeno Pecoraro Scanio aveva il nome a supporto della carica).

Bossi e Calderoli alle riforme istituzionali? Cazzo, siamo messi benino, ogni famiglia italiana dovrà possedere per legge un fucile e prestare il proprio servizio (almeno una volta a settimana)per le ronde di quartiere.
La Prestigiacomo alla difesa? Almeno godranno i nostri soldatini all’estero quando la ministra andrà a fargli gli auguri a natale.
Castelli alla giustizia? Ihihih dopo Mastella tutto è legittimo.
E dulcis in fundo Elio Vito ai rapporti col parlamento….
Hops dimenticavo, la Carfagna alla famiglia e a mia figlia nessuno toglierà dalla testa che per affermarsi nella vita, l’unica strada da seguire sarà quella del “velinaggio”.
Non tacciatemi di qualunquismo o superficialità…sto solo tentando di far trascorrere allegramente parte di questi 5 anni….

(Vi prego, guardate il videoooo…)il video è opera di SilvioSuperStar e lo ho trovato su you Tube
Ok, Ok, il cavaliere con molte macchie e alcune paure ha vinto, onore al merito forse… oppure onore e merito vanno a quella caxxo di sinistra che dopo 2 anni ancora se la menava dicendo “C’è tempo per pensare realmente al paese”
Adesso il tempo dovranno scontarlo nelle segrete del parlamento e del senato…registrando giornalmente debacle e sconfitte, sputi, bivaccate a base di mortadelle e ammonimenti a suon di “Coglioni”..
E noi sinistri, sinistroidi e via dicendo conteremo i giorni che ci separano dalle prossime elezioni evidenziando le cadute di stile del nostro amabile premier…
Certo quest’uomo è riuscito a stupirci con effetti speciali, come l’inspiegabile elevazione dal suolo, l’inaspettata ricrescita dei capelli e l’espressione estatica da lifting.
E visto che i discepoli… ops, futuri ministri saranno dodici mi inquieta la volontà” cavalleresca ” di volere uguagliare le capacità di un Dio in cui ripongo ben altre speranze. Magari venisse a casa mia (Berlusconi dico) a moltiplicare i pani e i pesci, ne comprerei pochini e poi inviterei una moltitudine di genti per sdebitarmi da inviti e obblighi. Questo sarebbe un ottimo modo per sconfiggere inflazione e aumento di prezzi….
Sicuri che non si sia affidato a queste sue possibilità? Perché l’Italia di miracoli ha bisogno
Alcuni sono già visibili.
Cuffaro da mafioso è divenuto senatore.
La Santanchè….da gnocca è stata trombata…e visto che lei è una stronza che se la tira un sacco giusto un miracolo ci voleva.
Mastella, Bertinotti e Prodi svaniti nel nulla e Fassino, Dini, Boselli …polvere erano e polvere sono tornati.
Di Pietro…beh…di pietra è rimasto… ma non la pietra angolare che egli stesso sperava.
Vabbè avremo modo di divertirci in questo lasso di tempo (lunghissimo) e triste che ci separa da altre speranze…e tra parabole e citazioni , quelle più accreditate pare siano tratte da “ Il vangelo secondo Gianni Letta”, tra brambille assunte in cielo e carrocci trainati da un 8% per nulla da sottovalutare ci accodiamo alla carovana circense che farà dell’Italia “qualcosa di cui sparlare”.
arietta alle ore 13:10 | link | commenti (53)
La signora Clinton resuscita dalle proprie ceneri come l’araba fenice e riprende, a lunghe falcate, la corsa verso la presidenza regalando qualche emozione al teatrino della politica internazionale (meglio delle liti nostrane e dei relativi scioperi della fame, delle sete…ma del sesso mai?)
Certo la lady di “corno” dura e tutta d’un pezzo lotterà fino allo stremo per scippare a Barak il certificato di residenza a Washingot D.C., d’altra parte lei conosce ogni ambito, ogni corridoio della White House e sogna da tempo la stanza ovale e un folto gruppo di stagisti tutti maschi…ma anche tutti bianchi ?…(non so se mi spiego)
La vera competizione la giocano membri dello stesso partito democratico che ha avuto la grande intuizione di schierare nelle proprie fila 2 teste di serie. Chi scegliere? Io propenderei per la donna che diventerebbe “la prima donna presidente” ma anche l’uomo non è da meno visto che sarebbe “il primo nero presidente” regalando un minimo di credibilità a tutte quelle pellicole che da tempo suggeriscono una colorazione bipartisan dell'uomo più potente del mondo.
McCain soffre silenziosamente , tanto è consapevole che a questo giro dovrà passare la mano schiacciato da 2 avversari da primato storico e da un Bush uscente la cui politica ha quasi “tappetizzato” gli States, (ditemi che non ce ne sarranno altri...vi prego).
Ecchecavolo…invece qui è sempre la stessa manfrina, praticamente un’apoteosi del nulla. Mi pare che sia tutto uguale a sempre, anzi forse si è un pò fortificata la convinzione di Berlusconi di esser lui il padre eterno con quel “ITALIA RIALZATI” (e cammina) di lazzariana memoria ma per il resto nessuna sottana a contendergli il posto o nessuna nota di colore particolare se non il pelo rosso della Brambilla.
E se volessimo fare anche noi le cose in grande? Al massimo riusciremmo a mettere insieme una mezza farsa con la rispettabilissima Rita Levi Montalcini ma coetanea del buon Veronesi e monsignor Milingo.
Beh signori politici…. decidetevi a rendere questa campagna elettorale convincente e mordente altrimenti ci saranno più italiani davanti al televisore per il “November 2008” che alle urne il 13 e 14 aprile.

Tempo di elezioni, esce dal letargo una razza mai in estinzione: Il Candidato.
Ad ogni nuova tornata elettorale la specie si arricchisce di nuovi elementi sostanzialmente suddivisi in due categorie: Quelli che ci credono e Quelli reclutati per fare numero. In entrambi i casi la maggior parte di questi potrebbero passare per comici se non fossero patetici e tristi.
Che loro c’hanno le mogli, le madri e le figlie che rispolverano all’occorrenza il vestito quello buono, la pelliccia di topo meticcio e il sorriso elettorale con visuale sull’epiglottide. Vengono di solito collocate davanti al telefono in turni infrasettimanali che poi nel week and per dare visibilità ad un nome e cognome si battono le piazze e in certi casi pure i marciapiedi . Come operatrici di call-center esperte scorrono l’elenco del telefono, le rubriche personali e tutti i bigliettini da visita raccolti tra una legislatura e un’altra per scovare un voto sepolto, imprevisto. Dal lunedì al venerdì non si concedono pause, non perdono tempo, non ripetono altro – “ Ciao! Da quanto non ci si vede? E da quanto non ci si sente? come stai? Come sto? Come stiamo? Che si dice? Tutto bene? Tutto a posto? Tutto ok?” perché nulla effettivamente ci accomuna se non le liste.
Ed ecco che la compagna di scuola, la zia della cugina, la vicina di tram ci rifila la domanda da un milione di dollari “ Hai già un impegno per il voto?”
Un impegno? Ma se ho il carnet pieno di cognomi e di simboli,sono sepolta dai santini elettorali e ho pure appeso un grafico sul frigorifero con le proiezioni e l’andamento di amici e nemici nelle ultime politiche tenendo conto del riferimento ipertestuale delle regionali in considerazione del trend opposto alle previsioni statistiche delle provinciali ……
Ovvero un bordello.
E questi poveri centroavanti di sfondamento, queste teste di ariete se non fossero prima teste di cazzo, fanno il lavoro sporco per un partito e un leader che se vince al massimo gli concede lo spillino da giacca e una menzione nel ciclostile delle sede locale.
Loro invece sognano i banchetti in noce massiccio, quelli dove ti puoi scaccolare ripreso dalle telecamere solo se guadagni 15 mila euro al mese… più tutto quanto pagato (voli, tagli di capelli, party a base di cocaina e veline riciclate).
Qualcuno vince, moltissimi perdono, tutti quanti giurano che ci riproveranno… tanto le prossime sono già dietro l’angolo per la gioia di tutti gli scrutinatori e presidenti di seggio che ormai hanno deciso di fondare un albo di categoria con relativo esame di ammissione (e pare che siano cominciate le prime segnalazioni per così dire amichevoli, leggasi raccomandazioni, per una spinta alla carriera para-elettorale).
Ma si…buttiamola sul ridere che è meglio, anche se a questo pare ci abbia pensato il mio amato Veltroni…..

La politica è schifosamente stressante. Nauseabonda. Orripilante. Sorriderei pure ma mi vergogno troppo per la figura di merda che facciamo nel mondo e non c’ho voglia.
I complimenti vivissimi andrebbero a tutti quanti, da destra a sinistra passando per il centro…periferie e isole comprese.
Ma ovviamente the winner is: Il senatore Barbato, il quale sodo come un uovo ha ben pensato di sputare in faccia al traditore ovvero il senatore Cusumano.
Ora, a parte che quest’ultimo è anche mio concittadino, persona che conosco e oserei aggiungere educatissima (se non fosse un politico) ma santo Iddio lo sputo in faccia di Barbato no! Che poi pare avesse mangiato delle bruschette all'aglio "calabrese" portategli da Mastella e allora la saliva è diventata di cemento armato e una singola gocciolina ha steso al tappeto l'agrigentino che è stato portato in ospedale. Pare Barbato abbia detto al Mastellone : Why not?
Ecchecazzo.
Se il tradimento c’è stato è da valutare, il buon Cusumano aveva dato la propria faccia, il proprio appoggio, la propria lealtà a questo governo e pare lo abbia mantenuto, gli altri al massimo hanno rispolverato il vecchio tailleur di Voltagabbana.
E’ notizia di questo minuto: Il governo Prodi è caduto e nonostante sia stato un governo di merda, troppo impicciato e appiccicato come la carta di una gomma da masticare era pur sempre un governo di sinistra (per quel che è servito….). Che poi vorrei sapere per quale cavolo di motivo Prodi più di 2 anni non riesce a tirare….
Va bene, ora ricominceremo con tutte le manfrine elettorali, “noi questo, voi quello, gli altri l’altro”. Le promesse saranno mongolfiere, i cazzi nel di dietro siluri e noi poveri meschini dovremo sorbirci di tutto….tanto è gratis!
Santoro se ne tornerà a casa ( questa sera ritorna anno zero), Bossi farà la sua guerra del condominio, Mastella coltiverà il giardinetto a Ceppaloni e milioni di italiani spereranno che il prossimo sia meno peggiore dell’ultimo, che poi essendo la speranza l’ultima a morire, il Buon Berlusconi sicuramente al momento avrà quella che la storia registrerà come la sua ultima erezione.
Che dire se non:
The show must go on!!!
Io, per quanto mi riguarda ho già deciso, non voterò, ma questo non frega a nessuno. Però…però se in tanti la pensassero così chissà cosa si potrebbe ottenere con l’astensione. Intanto un governo di larghe intese non sembra poi un’idea meno brutta delle altre, certo meno schifosa di uno sputo in faccia o dell’ultima erezione del cavaliere.

Oggi è stata una giornata da paura.
In coda al distributore di benzina per 50 minuti che poi ho dovuto anche pagare e facendo due conti ho perso un euro a minuto perché la mia dolce compagna di viaggio ha fatto il pieno. E siccome con la testa tra le mani non ci so stare mi è pure toccato di pensare.
Nel tardo pomeriggio sono giunta al supermercato. Strabiliante. Ho visto la gente litigare alla cassa mentre spingeva carrelli che soccombevano al peso di tutta la roba possibile.
Ecco come gli italiani spenderanno la loro tredicesima. In viveri. Perché siamo in stato di guerra.
Ho girato i tacchi e sono andata via senza comprare neanche il pane, forse domani mi toccherà fare la fila anche per quello.
Però, adesso, seduta al mio pc sorrido.
Spero che gli autotrasportatori non mollino. Questo mi crea disaggio, ma prego perché tengano duro. Che blocchino questo paese. Che inneschino la bomba del mercato nero.
Che diano inizio alla danze.
Intanto comincio a pregare affinchè i signori che ci governano si mettano addosso una bella paura.
E che comincino SUBITO a lavorare per noi, perché noi proprio non ce la facciamo più a lavorare per loro.
Che capiscano che gli italiani si sono rotti davvero i coglioni.
E che lavorare è prima di tutto un diritto e poi un dovere.
E che capiscono che morire sul lavoro è un dato infamante e non allarmante.
E che con 1.200,00 euro al mese una famiglia non può vivere se deve nutrirsi di pane che subisce rincari, se deve usare il carburante ma mica per fare andare la macchina che ormai è un lusso, ma per accendere quegli stessi motori che poi esplodono e sommergono vite sotto un mare di fuoco e olio.
I Tir bloccano tutto? E Le industrie mandano a casa i dipendenti e sospendono la produzione pure del Pandoro. A Natale! Ma stiamo scherzando? (e non per il pandoro ovviamente ma per tutte le famiglie che temono una natività al freddo e al gelooooooo).
E che capiscano che i pensionati sono i nostri e i loro padri. Gente anziana che deve gestirsi con 360,00 al mese. E si mettono in coda a guardare il “Red Carpet” della prima alla Scala….non ci pensano davvero a guardare l’opera a loro basta vedere sfilare le ministre e le mogli dei finanzieri tutte bardate. Che bello spettacolo.
Che si rendano conto che si uccide per spiccioli. Perché la fame è nera.
Ma cosa gli ci vuole per accorgersi che viviamo come se fossimo in guerra? Forse sono solo confusi dal fatto che giocano entrambi i ruoli. Quello di carnefici e di difensori. Un vero paradosso.
Sono una pacifista, ma qui col buonismo non battiamo chiodo.
Ci pigliano per brava gente, pensano che noi in quanto popolo possiamo accettare tutto, sopportare ancora di più.
D’altra parte anche loro si credono popolo, perché da qui giù son passati….e adesso svolazzano sui predellini.
Spero che quelle 4 vite passino alla storia come l’inizio della rinascita.
Spero che quegli uomini sui loro carri d’acciaio e metallo diventino truppe di rivoluzione.
C’è una strana arietta….
Spero davvero che sia un Grande Natale!
Il più grande!

Questa è una bandiera rossa.
Questo è un perizoma rosso.....
A chi sia venuto in mente di chiamarla Cosa Rossa, anche se provvisoriamente, non è ben chiaro. Però è sicuro che in certi casi vogliamo farci del male. Già il solo pensiero di chiamare una qualsiasi cosa… “cosa” appunto, mi lascia un po’ interdetta, suvvia tutto ha un nome e l’approssimazione non depone mai a vantaggio di nessuno soprattutto di un partito politico.
La cosa rossa è un cosa che non si capisce cosa sia e che facilmente da adito a battutine del genere “e si vede che è irritata…” oltre a quella divertentissima della Littizzetto che ovviamente la ha attribuita alla Brambilla laggiù….
Però i nostri politici hanno un po’ perso il senso delle ragioni che gli hanno lastricato la strada fin lassù. Ormai rifondare i partiti significa puro e semplice restyling , un fatto di colori, di gradazioni, di nomi, di numeri. I simboli sono diventati più importanti dei proponimenti per cui il fatto che la falce e il martello non siano visibili sullo stendardo significa che la sinistra non considera più il lavoro e i lavoratori come il punto fondamentale della propria ideologia .I programmi vengono dopo, se vengono…e comunque sono solo un pretesto che li autorizzi a restare al vertice e non mollare quell’appiglio di potere per cui darebbero via il culo. Perché spesso i programmi vengono distorti, disattesi, aggirati. Io proprio non mi rassegno a questo scempio. Mi sembra di vivere in un film diretto da un ibrido di Almodovar e Tarantino, mi sembra tutto così pulp, così aggressivo e isterico.
La politica non è più politica. E’ una specie di nuovo network televisivo, una passerella nella quale dar mostra di se e delle proprie capacità comunicative e di impatto col pubblico. E’ una azienda di relatori pubblici mossi dall’urgenza di giustificare ciò che viene proposto più che proporre realmente.
E allora penso che dovremmo pensare a come venire fuori da questo casino.
Ma il popolo italiano cosa vuole veramente? Più giustizia? Ma allora perché continua ad accettare le ingiustizie?
Tu, popolo italiano cosa vuoi veramente?

Io “Il capo dei capi” non lo ho visto,però ho seguito il dibattito tutto italiano che ne è conseguito.
Io del capo dei capi ne ho sentito parlare, però vivevo a Palermo quando hanno arrestato Totò Riina e ho visto la gente esultare, i ragazzi abbracciarsi per strada, gli anziani ad alzare le dita al cielo in segno di vittoria..
Io con la mafia quella “concettuale” ci convivo e sorrido alle volontà del buon Mastella che all’ultima puntata sentenzia che è sbagliato far circolare visioni simili perché si rischia l’emulazione. Vorrei potergli dire che l’emulazione spesso la garantisce la fame o il desiderio di potere e rispetto che circola in certi ambienti, ma mi pare che queste voci gli siano già pervenute.
La mafia è la mafia. Puoi contrastare quella che si esprime in associazioni a delinquere, ma quella che alberga dentro il dna siculo è più difficile. Non dico, ovviamente, che ogni siciliano è un potenziale sanguinario, dico solo che le radici di questa essenza affondano in tempi assai remoti. Ho già scritto di questo ma mi ripeto. I primi riscontri si hanno intorno all’anno mille, ma allora era di ben altra stazza. L’esigenza nasceva dal fatto che spesso chi ci governava non risiedeva nell’isola demandando il potere a signori del luogo che agivano da luogotenenti. La sua forma malandrina cominciò a serpeggiare fin da subito perché da sempre i siculi ,essendo un popolo fiero ed orgoglioso, poco tolleravano i soprusi. Spesso le varie beghe dei locali non venivano neanche riportate ai sovrani, si tendeva piuttosto a sbrigare le faccende in loco considerandole “cosa nostra” e non di chi aveva vinto questa terra al lancio del giavellotto. Nel corso dei secoli si è dunque assestato uno stato nello stato che se prima riferiva ai sovrani designati, col tempo e gli interessi ha cominciato a sviluppare una propria autonomia specifica.
Con l’unità d’Italia, dovendo rendere conto al governo piemontese, si hanno i primi atti giudiziari nei quali compare il sostantivo mafia. Ma questa è storia conosciuta.
La mafia che io ho vissuto, quella assassina, quella bombarola, quella che ti fa rintanare in casa secca dalla paura è cosa diversa di quella di cui mi parlava mia nonna, nei lunghi pomeriggi impastati di colori ad olio e caffè. Quella era quasi una favola nella quale figure di briganti si intrecciavano con lavandaie e signorotti.
Però c’è sempre stata una costante, la collusione col potere politico.
Non voglio giustiziare nessuno ne tantomeno giustificare colpe evidenti, dico solo che probabilmente è un dato impossibile da modificare. Il politico, per ovvi motivi, si relaziona a più gente possibile ed essendo questo un territorio abitato per almeno il cinquanta per cento da individui che con la mafia ci hanno a che fare,è difficile non stringere la mano a qualcuno o allungare lo sguardo su qualcuno o ascoltare le parole di qualcuno che con la mafia interagisce. In certi casi l’atteggiamento mafioso è anche comodo e parlo di quell’aspetto prepotente e arrogante che sveltisce le cose. Lo sguardo truce a mo di intimidazione, il ricorso all’amico per dimezzare i tempi delle pratiche, lo scambio di un favore per un altro, con l’intesa del debito, sono tutte attività nelle quali ci siamo cimentati almeno una volta nella vita. Il gusto del potere, il brivido della possibilità sono caratteristiche insite nell’animo umano.
E’ trarre un profitto a scapito degli altri che crea la differenza. Una differenza sostanziale pagata col sangue e con le lacrime, pagata con lo spreco nella morte di menti eccellenti, di animi integri, di appassionati della giustizia.
Perché il signor capo dei capi e il capo più indietro di lui nel tempo, ma di poco, hanno stravolto un’essenza che per quanto odiosa aveva ben poco a che fare con lo schifo della violenza per le strade o nelle stazioni. Da che esiste il mondo l’uomo uccide, lo sa bene caino che ha visto la sua eterna condizione di temine fisso di paragone. Che l’uomo uccide per natura non lo si deve ad Hobbes e al suo Homo homini lupus, lo si deve forse ad una volontà o ad una distrazione di Dio. Che l’uomo uccida, non per sopravvivere, ma per prevaricare…è questa la nota stonata. Se poi lo si fa per denaro e non per difesa, se poi lo si reitera per abitudine a risolvere i propri affari allora diventa abominevole e sicuramente condannabile.
Che oggi la mafia sia intesa come risoluzione di una condizione spesso disagiata non mi stupisce, mi stupisce di più che la scuola sia obbligatoria fino a 12 anni e poi tutti a casa o a lavorare. Lavorare si fa per dire, perché nel paese dove oggi il precariato è una certezza, esiste una terra dove lo è sempre stato, un pò per mollezza dovuta al caldo, un pò per quel senso di abbandono entro il quale ci siamo rinchiusi.
E poi ci sono le famiglie, quelle reali, quelle fatte di padri e di madri e di figli parenti, quelle entro le quali si parla, forse di meno di un tempo al nord, ma sicuramente di più oggi qui nel sud. La mediazione tra una realtà brutale e una condizione perseguibile è la grande scommessa tra le generazioni. Oggi pare si stiano ottenendo buoni risultati anche se certi siti restano fortemente ancorati a discutibili valori.
Tutti conosciamo i personaggi passati alla storia per il loro esempio di integrità e onestà e più che a Borsellino e Falcone, spiriti fondamentali ed integerrimi, io penso di continuo a quel ragazzino che faceva il giudice e che si chiamava Livatino che ha perso la vita correndo su una strada che percorro ogni giorno quando porto a scuola i miei figli. E tremo al pensiero che questi stessi figli un giorno mi possano dire di voler intraprendere la carriera della giustizia ma tremo anche alla possibilità che vogliano fare i politici o i medici o i commercianti o gli avvocati o gli appaltatori.
In fondo tremo all’idea che possano svendersi all’illegalità ma non attribuirei mai tale scelta all’emulazione di qualcuno bensì alla mia incapacità di potere sottoscrivere con essi un patto di eterna alleanza al bene.

Emanuele Filiberto - Papino, papino mi canti la storiella che mi piace tanto?
Vittorio Emanuele - Ma certo creti…bellino, vieni qui vicino a papino:

“C’era una volta ….
un ‘epoca in cui ai nani diceva bene
e più che sbavare dietro Biancaneve
gli uscivan gli occhi fuori dalle orbite per il potere.
C’era anche un regno incantato
da questi nani popolato
la cui forma di stivale,
gli concesse un onore tale
della cacciata
con nel sedere una gran pedata.
Il sovrano che era poi tuo nonno,
ci perse la casa e pure il sonno
E grazie a lui e al suo regnare strano
Tu non hai potuto imparare bene l’italiano”

Marina Doria – Scusa tonto… ehm… mio sovrano, ma ti rendi conto che per colpa di quel nano, io non posso più di tanto, fare acquisti per incanto?
Vittorio Emanuele - Hai ragione mia regina,fra le tante la più bellina, ma sono o no il re del tuo stivale? E allora vedrai quanto vale…

…260 milioni di euro, ecco quanto vale a sentire loro! Ed anche la restituzione di tutte le proprietà avocate allo stato, fra questi il Quirinale a Roma, Palazzo Carignani e Palazzo Madama e il Palazzo Reale a Torino, palazzi meno noti ma comunque opulenti e bellissimi, appezzamenti, borghi e via dicendo…però c’è chi ha fatto i conti ancora meglio che padre e figlio e allora sarebbe il caso di precisare alla famiglia felice che solo un ventesimo di quanto richiesto entrerebbe nelle loro reali tasche.
Perché lo stato confiscò o avocò a sé solo un quinto dei possedimenti dei Savoia, quelli relativi ad Umberto II. Di questi beni un’unica parte andrebbe ai reali del mio stivale e le altre tre, alle sorelle cenerentole, Titti, Tetti e Tutti…
Ma c’è un piccolo particolare non proprio insignificante che andrebbe tenuto in considerazione e che non deporrebbe a favore dei richiedenti:
il fu regnante e padre, Umberto II, privò Vittorio Emanuele di titolo e rango passando il testimone al nipote Amedeo D’Aosta….o il nunzio reale non è ancora giunto a palazzo col bando ad informare la famiglia Stucazz?
Stenderei un velo pietoso sulle posizioni “reali” che consegnarono il nostro paese nella mani del fascismo e del nazismo e che costarono la vita di migliaia e migliaia di italiani mal difesi o per niente protetti dal proprio sovrano che pur di lavarsi le mani alla Ponzio Pilato delegava ogni potere al noto nano despota, definendosi egli stesso: Cieco, sordo e non competente.
“Cosa vuol dire avere un metro e mezzo di statura…te lo rivelan gli occhi e le battute della gente…”
Veramente una mezza idea a chi chiederlo oggi, io ce la avrei….
Dissertando di politica, che è un argomento che al momento mi diverte assai, pensavo:
Mi sento un po’ confusa….
Vittorio Emanuele vuole essere risarcito perché suo padre ha lasciato che la nostra nazione fosse violata, oltraggiata, defraudata ed in parte assassinata.
Il governo Prodi di sinistra, così si dice, priva con tasse gravose ed inutili gli italiani di eurini che deposita in un conticino chiamato tesoretto e che tutti conoscono ma nessuno sa a che o a chi serve.
L’esponente più alto (ihihihihi) del maggiore partito di destra, cioè Berlusconi, gioca a fare il mancino, sostituendosi ad una sinistra ,che in Italia quasi non esiste, "con il partito del popolo o il polo del popolo o la casa del popolo o il popolo del popolo e tutti a casa del polo o il popolo a casa e lui al polo, oppure tutto il polo del popolo a prendere un thè in gazebo…"
E si, sono confusa.
Un aiutino si può avere?

Questa settimana per la categoria "complimenti vivissimi"
The Winner is:
"Stu beddu spicchiu di mennula amara"
Ohhh! Finalmente un posto dove si sta benino. Tutto bello, pulito, ordinato, organizzato. Finalmente un posto dove la legalità ha la faccia di Calderoli e l’ordine il braccio di Bitonci.
E chi cazzo è Bitonci?
Cazzo… è il braccio dell’ordine di Cittadella.
Il fatto è che a tutto questo ordine, a tutta questa pulizia io non sono abituata. Ma io sono nata a sud che un poco più a sud c’è solo il polo (ma non quello delle libertà che il Berlusca lo aveva sciolto prima di metter su casa).
Ma per non lasciare l’informazione all’approssimazione procediamo con ORDINE.
Un bel giorno, il sindaco (lega nord) di Cittadella (PD) un certo Massimo Bitonci decide che nella Sua città (sua di proprietà) per concedere la residenza a chi volesse abitarci occorre un reddito minimo di 5 mila euro al mese.
Perché ovviamente a fare il monaco è prima di ogni cosa l’abito.
E’ normale che un essere umano che guadagna meno di 1000, 2000, 3000 mila euro al mese è un poveraccio schifoso che non merita di stare da nessuna parte. Che dignità vuoi avere? Praticamente non sei degno di esser chiamato uomo, figurati se ti lasciano entrare a Cittadella
Questo provvedimento è volto a tener lontano tutti i malviventi con un reddito inferiore a questa cifra, perché si sa… che se uno sfruttatore della prostituzione, se un trafficante di droga, se un terrorista ha più di 5 mila euro al mese non è mica uno spacciatore, un magnaccio, un pazzo assassino. E’ un gran signore che si può permettere l’autista e la mercedes e magari qualche bella collanazza d’oro al collo, da mezzo chilo.
E no caro sindaco Bitonci tu sei un discriminatore! Tu discrimini il crimine e questo non è bello.
Ma a quanto pare, al nord , se non hai un discreto giro d’affari non sei un malvivente come si deve.
A parte lo scherzo, credo che questa faccenda rasenti l’impossibile e pure l’illegalità e lo ha ben capito la procura di Padova che ha provveduto a richiamare , con un’informazione di garanzia, Massimo Bitonci per abuso d’ufficio. A parte la scandalosa presa di posizione da parte del primo cittadino è da condannare in toto tutta la manifestazione sostenuta dalla cittadinanza che ieri si è unita in piazza con, ovviamente, la lega nord.
Della lega ho detto e stradetto che adesso non c’ho più voglia, però mi fa rabbia la stupidità, l’occlusione mentale, l’ignoranza. Queste sono caratteristiche che generano odio, intolleranza, paure. Eppure gli italiani sono conosciuti nel mondo (a parte per Berlusconi) per la loro ospitalità, per l’accoglienza, per la loro generosità. Se in Italia non ci sentiamo sicuri non è colpa degli immigrati, dei poveri, di chi è diverso da noi. La colpa è proprio nostra che lasciamo a chiunque la possibilità di fare razzia. Ma non è con le ronde o con le generalizzazioni che si crea l’ordine o la pace. Queste sono condizioni di civiltà che vanno tutelate con la legge e il rispetto di questa entro i termini di legalità.
Ma immaginiamo se ogni sindaco di Italia decidesse di porre condizioni di abitabilità e residenza nel proprio comune….i poveri, gli emarginati, i disgraziati, i reietti, i ladri e le loro famiglie avrebbero tempo breve? Ci sarebbe una caccia all’uomo? Una cacciata globale. Oppure in barba a tutti, il prtoganista di questo affaire, crede di aver risolto da solo il problema della povertà in Italia? "Eliminiamoli e basta!" avrà pensato, "Cancelliamoli dal nostro perimetro che occhio non vede e cuore non duole", ma mi faccia il piacere! Non avrà mai sentito parlare di dignità ed educazione a prescindere dalla condizione sociale. L'uomo per bene, l'onesto lavoratore, colui il quale crede nel quieto vivere secondo il rispetto della legge e le convenzioni sociali prescinde l'importo della busta paga.
Mi scusi sindaco Bitonci, questo non è neanche razzismo è l’ultima frontiere del nazismo. Priebke al suo cospetto mi pare un’educanda di concetto, si tenga stretta la sua Cittadella.
Che gusto c’è a vivere in un posto monocromatico? Dove tutti sono di serie, con le loro belle macchine da 50.000 euro, i cartier al polso e le Vuitton sottobraccio. E’ questa la città che vuole per se e per i suoi figli?
Si accomodi pure
arietta alle ore 22:12 | link | commenti (32)
Pare che Berlusconi abbia designato il suo successore.
E se la delfina
la prescelta

la favorita

avrà questo da offrirci:

Siamo a posto!!!! ( al calduccio almeno)

Hai capito il buon Gianfranco Fini? Zitto zitto e buono buono ha dato il benestare all’ avvocato Giulia Bongiorno ,deputato di AN e portavoce dello stesso, di confermare tutte le indiscrezioni trapelate nei mesi passati.
La faccenda è comune alle metà della popolazione mondiale ovvero separazione dalla coniuge (Daniela Di Sotto, in questo caso) e coronamento ,suggellato da una futura nascita, dell’amore segreto con una nuova compagna (la signora Elisabetta Tulliani già ex di quel gran signore di Luciano Gaucci ex presidente del Perugia calcio, nonché latitante per le vicissitudini del fallimento della sua gestione).
Fin qui niente di strano a parte qualche zaffata di gossip disinteressato, ma siccome sono un’imperdonabile cattivella sghignazzo sotto i baffi (che non ho, merito della ceretta) e mi interrogo su un aspetto più costituzionale…. gridando a gran voce:
Cazzo Gianfranco sei anche tu un PAX al momento…
Come la mettiamo?
Ihihih

Oggi voglio inaugurare una nuova rubrica, quella dei “complimenti vivissimi” che andranno a chi si è distinto per una particolare azione, parola, idea.
La vincitrice di oggi domenica 11 novembre 2007 è la signora Mariella Mazzetto nonché capogruppo della lega nord di Padova. La cronaca del misfatto campeggia oggi su tutti i quotidiani dunque spenderò poche parole in merito. L’idea strabiliante della signora è stata quella di condurre al guinzaglio un maialino innocente su quello che avrebbe dovuto essere il sito della nuova moschea, destinato dalla amministrazione del comune veneto. Che c’è di male? Avranno pensato in molti, ebbene codesta azione ha scongiurato la possibilità di una costruzione dell’edificio del culto islamico perché contaminato dalla presenza dell’animale considerato impuro dagli islamici. Padova ha così “riavuto” il suo terreno e forse anche la tranquillità di chi la pensa nello stesso modo della capogruppo.
Inutile dire che questa azione è stata, per me, disonesta e meschina inoltre non è che una negazione del diritto che la lega nord vuole invece che le sia riconosciuto, ovvero di potere esprimere il proprio parere in merito. Se continueremo ad agire senza possibilità di dialogo è facile pensare che ben presto ognuno si arrogherà il diritto per qualcosa a prescindere dagli altri. Un casino insomma.
La lega ci tiene a specificare che l’idea è da appoggiare ma non nei modi (dovere di cronaca) ma questo non costerà il posto alla signora e la soddisfazione per la “maialata”.
Se ne avessi l’opportunità vorrei fare qualche domanda alla signora Mazzetto, come per esempio:
- Pensa dunque che l’identità italiana di ognuno di noi possa vacillare con l’edificazione di un luogo di culto di un credo differente al nostro?
- Ritiene che tale identità sia direttamente proporzionale ai mt.quadri? o cubici?
- Possiamo noi del sud (isole comprese) esprimere il nostro giudizio o i Km fungono da variabile identificativa?
- Dovremo abituarci all’idea di vedere graziosi maialini in giro a delimitare percorsi mentali e fisici?
Oggi è il compleanno del mio bambino, vorrei potergli regalare la speranza di un mondo migliore. Un mondo in cui un rumeno è un rumeno e non un assassino. Un mondo tranquillo in cui il giorno di ringraziamento a Dio (uno) i figli possano andare per mano coi padri e pregare. Un mondo in cui il confronto dovrebbe essere difeso ad ogni costo ed il parlare non fosse una necessità di offesa. E che la madri musulmane non debbano temere di non potere piangere sui corpi dei figli nei casi di morte, perché disintegrati in una esplosione. E che i popoli possano vivere secondo le proprie tradizioni nel rispetto di tutte le moltitudini.
Vorrei regalargli l’idea di un mondo da vivere.
E non questo senso di distruzione imminente.
arietta alle ore 13:15 | link | commenti (23)