


On air: Sleeping with the light on - Teitur
![cuore[1]](http://files.splinder.com/6c17740ece45031cde083337e3ed55c0.jpeg)
Infila il suo cuore in una busta di plastica, a volte pesa troppo il portarselo appresso, appende la sporta al manubrio della bici e comincia a pedalare. La strada è in pendio, scivola sotto le ruote senza alcun attrito, sembra liquido questo sentiero che porta al mare.

Da questa parte non viene mai nessuno, lo strapiombo a chi non conosce la zona sembra terrificante. Lei qui invece c’è nata, conosce ogni pietra, ogni parte di cielo, ogni visione possibile, per questo ha imparato a restare sospesa, è un modo come un altro per salvarsi la vita.
Si siede sull’orlo del precipizio, ha sistemato di fianco la busta di plastica che pulsa e sgocciola … fra un po’ il piccolo muscolo si acquieterà in un leggero tum-tum impercettibile, stasi di tranquillità.
Appiccica lo sguardo al cielo, deve fare attenzione e cogliere l’istante esatto in cui piccole stelle si staccano come bottoni da una vecchia trapunta per tuffarsi a mollo nell’acqua scura.
E i suoi occhi diventano acchiappasogni, piccoli pendagli che tintinnano ad ogni movimento d’aria.
Sente lo strofinio dei suoi pensieri col buio, sembra quasi che sfregandosi generino piccole scintille luminose che danno vita a bagliori improvvisi e così di tanto in tanto lo scuro si illumina lasciando intravedere mille possibilità, molte delle quali perse, alcune rubate altre neanche considerate.
Apre la tasca di pelle al centro dello sterno e scostando l’anima tira fuori carta e penna. L’inchiostro cola denso giù dal pennino, forma chiazze grumose di parole non dette, di immagini pietrificate, di sussurri rarefatti. Contorni di incontri custoditi da tempo immemore si sbriciolano tra carta e aria.
Occorre scrivere qualcosa, magari scriverselo addosso, pensa.
A dare senso alla fine.
Lascia il cuore nella sporta in bilico, dopo quel salto non le servirà più.
Resto immobile.
Voglio sentire il peso del tempo che mi si poggia addosso. Il contatto è percettibile, quasi un’emozione così come la visione del mare che si increspa quando il vento lo sfiora.
Spesso rincorriamo il tempo, lo aggrediamo con la nostra fretta, lo dissacriamo con ritmi incalzanti e compulsi, lo zittiamo con fiumi di parole che lo riempiono tutto e ci annegano.
Resto immobile.
Voglio capire il senso del tempo quando averne o non averne non fa differenza. E’ potente quella sospensione interiore che si prova quando si ha la percezione di un attimo che dura un’eternità e il senso di eterno che ci sfugge .
Resto immobile.
E mi perdo nel mare che si increspa quando il vento lo sfiora.
C’è una sottile linea di separazione fra la felicità e l’abisso. E noi, funamboli improvvisati, cerchiamo un equilibrio troppe volte impossibile.

L’estate confonde le menti. Le imprigiona con l’aria salmastra e i colori sfumati e concede attimi di incontenibile leggerzza dell’essere. Momenti che sembrano emergere da realtà già vissute e per nulla dimenticate.

Pensieri come pezzi di conchiglie.
Sentimenti che scivolano sulla sabbia come onde schiumose.
Certezze e incertezze che si incrociano su quel filo di orizzonte che incolla il cielo al mare .

Certe volte penso quanto sia bello essere un essere unano e farsi scuotere da correnti interne a generare ondate di sensazioni, maree che avanzano e si ritirano ossigenando il sangue. Il poggiare lo sguardo su un tramonto estivo o su uno scoglio incrostato di salsedine e alghe dà potere alla vista che nel corso del tempo mi ha insegnato ad allagare il cuore di visioni mozziafiato. Essere un essere umano è una fortuna e una dannazione per il dolore e l’impotenza che ogni tanto ci investe.
C’è una sottile linea di separazione fra la felicità e l’abisso. E noi, funamboli improvvisati, cerchiamo un equilibrio troppe volte impossibile.
Opere: Agostino Cancogni
On air: Apologize - Timbaland
Sono fatta così, ogni tanto rubo tempo a me stessa, mi zittisco, mi metto in disparte e sento il rumore che ho dentro. Magari continuo a vivere il quotidiano come se nulla fosse ma è un vivere in parte mentre al mio interno strati di pensieri e nuove sensazioni cercano nuovi alloggi, altre sistemazioni.
Ieri sono andata al mare, ho fatto qualche foto, ho camminato e ho ritrovato pezzi che non ricordavo di avere.


Sono stata travolta dallo stupore e dalla gioia di vivere.
Si, adesso mi sento bene.
Non mi serve altro.