


“I soldi passano, la parola di Dio no”,
queste le parole del pontefice pronunciandosi sulla crisi finanziaria che sta colpendo l’intero pianeta. D’accordo mi dico, questa linea di pensiero potrebbe essere accettabile se nel nome di Dio non fosse stato versato tutto il sangue possibile, così come per il potere o il denaro.
Che poi puntualizzerei pure che la parola di Dio sfama l’anima ma non riempie lo stomaco di chi si trova da innocente al centro di questo tiro incrociato in una guerra che si combatte a suon di derivati, tassi, percentuali e indici.
Pur essendo una cattolica “abbastanza” praticante con grande difficoltà accetto le dichiarazioni pontificie che mi sanno di presa per il culo. E quando vedrò un papa che non appena investito della carica (per cui ha lottato e sbavato e tramato per tutta una vita come un qualsiasi manager d’impresa o politico) rinuncerà a tutto e vivrà nelle periferie del mondo, senza calzari e con un semplice saio allora io stessa mi batterò per un credo che pratica e non blatera.
Mio caro Ratz, non sarebbe male liberarsi di alcune (e dico solo alcune) delle molteplici ricchezze della chiesa per far fronte ai primi soccorsi indispensabili per aiutare tutti quelli che onestamente si segnano con la croce tutte le mattine prima di andare a lavorare. E parlo di tutti quelli che non vivono nei palazzi, non indossano scarpe da 800 euro e non si spostano in elicottero, jet privato o mercedes.
Perché è davvero troppo facile affacciarsi da una finestra e predicare al mondo la rinuncia alla mondanità e poi dare inizio al pranzo serviti e riveriti come monarchi d’altri tempi.
E cchecazzo, un po’ di coerenza please! (ma proprio non capiscono che sarebbe meglio tacere?)
A 15 anni ho letto tutta quanta la bibbia.
A 20 la torah.
A 30 il Corano.
A 39 il libro del Tao e mi accingo alla lettura della dottrina buddista e delle sue 4 nobili verità:
Per realizzare le quattro Sante Verità (Sul dolore, Sull’origine del dolore, Sulla soppressione del dolore, Sulla via che porta alla soppressione del dolore) ognuno deve passare da una condizione di ignoranza a quella di conoscenza liberatrice e liberatoria e per questo occorre procedere su una via difficile e lunga.
Contenti loro…
preferirei di gran lunga scorazzare su una strada comoda e sicura liberamente consapevole di una certa inettitudine.
Mi hanno educato, mi hanno insegnato, mi hanno inculcato teorie e teoremi che in parte condivido e in parte accetto. Mi hanno detto di Dio e del suo entourage che a quanto pare cambia a seconda dei paralleli e dei meridiani quasi ci fosse una sorte di equilibrio longitudinale da rispettare, tipo fuso orario.
Mi chiedo se Dio (in qualsiasi forma lo si voglia intendere) non si diverta un sacco a vederci sbattere e rimbalzare di continuo, piccoli, folli esseri viventi con un cervello corrotto da pagine scritte e riscritte.
Che neanche lui si spiega come sia riuscito ad ispirare tutto e il contrario di tutto contestualmente.
Gli insegnamenti ricevuti si frappongono fra noi e noi stessi amputando pensieri e dilatando le nostre visioni. Consideriamo certe verità e ne neghiamo altre...
che tutte quante proprio non si riesce tenerle a mente.
Ma alla base di tutte le dottrine un unico punto focale concentra l’attenzione: Il Dolore.
Dunque l’uomo è essenza pura di autolesionismo mistico.
Sarà anche un po’ coglione?
A parte la scomodissima questione del cilicio e la sadica disciplina della fustigazione di continuo aggiornata (Vedi Tafazzi), le Seghe Mentali trovano spazio fra le righe di un corsivo mancino e di un ricamo destro, passando per la verticalità di idiomi esotici? Oppure sono una latente volontà soggettiva di aggravare il peso del quotidiano vivere, che se si soffre di più, poi, forse, si gode anche meglio?
No, perché se così fosse allora io mi divertirò un sacco.
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L’uomo o meglio la mente umana non finirà mai di sorprendermi.
Andando in giro per il web mi sono imbattuta in una bizzarra notizia ovvero:
Rumeno querela Dio.
Un omicida rumeno di 40anni, tale Mircea Pavel ,ha querelato Dio per Abuso d’ufficio. Al cospetto di una corte che gli aveva inferto una pena di 20 anni di galera per omicidio questo fantasioso malandrino ha voluto chiamare in causa chi, secondo lui, è stato l’artefice delle sue malefatte . L’uomo sosteneva che Dio“in persona” non aveva tenuto atto al patto sancito con il battesimo e lasciandolo senza alcuna protezione non lo ha protetto dal male che invece lo ha investito in pieno. E perciò lo ha denunciato. Ovviamente il giudice ha dovuto respingere l’istanza perché non era possibile inviare un mandato di comparizione per sconosciuto indirizzo ufficiale. Sarebbe stato forse più indicato un mandato di Apparizione?
Ma la sorpresa vera e propria giunge da un’ulteriore notizia correlata a questa, Ernie Chambers un senatore di Omaha cita anch’esso in giudizio il creatore perché lo ritiene responsabile di "infinite morti, eccidi e calamità naturali" (nelle parole del deputato), questo per creare un precedente legale al quale ogni essere umano potrà fare riferimento in caso di incidenti, disgrazie, avversità.
Adesso dico io...ma un viaggetto a Lourdes per entrambi no? Magari nella speranza di un patteggiamento misericordioso….
Da qualche giorno ho sentito il bisogno della preghiera.
Una specie di contatto silenzioso con quel Dio di cui ho certezza.
Mi basta guardare gli occhi dei miei figli.
Sono entrata in chiesa e mi sono messa in fondo, perché come per le lezioni di spinning, se non ci vai per un po’ quello è il posto che ti tocca. Devi conquistartelo con la frequenza lo sguardo attento del trainer.
E’ stato bello. Tutto ciò che è rituale, scandito, solenne, ha su di me uno strano potere.
Ovviamente non ho potuto prendere l’eucarestia.
A noi separati, divorziati o sposati con questi ultimi non è concesso. Eppure avrei voluto perché se dopo molto tempo ti ricongiungi con un amico con cui hai rotto, la prima cosa che fai quando ti apre la porta è quella di saltargli addosso e riempirlo di baci.
Ma l’uomo, il saccente, il chierico si è intromesso parecchio tra Dio e la sua varia umanità. Ha dato per buona la frase “Che nessuno separi ciò che Dio unisce” tralasciando quell’ “amate gli altri come io ho amato voi” e ha posto fuori le porte della chiesa il popolo dei ricreduti facendolo assistere alle celebrazioni direttamente dalla piazza grazie ai maxischermi.
Concordo nel non prendere troppo alla leggera il significato di vincolo matrimoniale, chino il capo alla forza di quella promessa che pare avere in se tutta la poesia del mondo “In salute e malattia, in ricchezza e povertà, nella buona e nella cattiva sorte finché morte non ci separi”, ma la vita è strana, è mutevole e soprattutto è lunga, per cui non è difficile non ritrovarsi in una promessa fatto molto, molto tempo prima.
Il valore di ciò che ci viene proposto come Parola Del Signore è sicuramente universale ma secondo me neanche Dio poteva prevedere come sarebbero andate le cose in questo mondo dopo 2 o 3 mila anni però ha dato all’uomo un bene fondamentale ovvero l’intelligenza. Grazie a questa l’adattamento ai tempi che man mano si vivono dovrebbe essere consequenziale.
Allora mi chiedo perché la chiesa resta ancorata a certi valori tralasciandone altri quali la ricchezza, l’umiltà o la comprensione?
Sono andata a rivedere le posizioni della chiesa in merito e credetemi la risata finale è stata doverosa: Perché la professione di fede prevede una certa condiscendenza nei confronti del coniuge “abbandonato” a patto che questi continui a reiterare nel tempo la promessa fatta, in maniera silente. Significa quindi che “tu bastardo mi tradisci, mi lasci ed io amandoti vorrei trattenerti ma non posso, per cui dopo che te ne sei andato da casa io continuo a considerarti marito e a restarti fedele fino alla morte con la consapevolezza che mai ti odierò e sarò sempre pronta a venire al tuo fianco se tu mai ne avessi bisogno”…. Vabbè!
Ma l’atteggiamento più cattivo è sicuramente nei confronti di chi si unisce in matrimonio a chi lo è stato precedentemente per poi pentirsene. La punizione è doppia in quanto non solo vieni condannato per la scelta fatta ma il tuo sentimento non viene riconosciuto come puro ed edificante.
Io la mia separazione ed il consecutivo divorzio l’ho voluto, mica è colpa mia se è stato inevitabile prendere lo stronzo a calci nel culo, che se fosse stato per lui non è che se ne sarebbe andato così facilmente…..visto la perfezione con la quale stiravo le sue camice.
Mi sa che dovrò intensificare lo spinning (a questo punto).
Comunque per onore al vero l’unica figura che pare si sia distinta anche in merito a questa atavica querelle è sempre lui cioè Giovanni Paolo II al quale si deve un’apertura non relativa a tutto il popolo dei ricreduti. per chi volesse saperne di più http://www.vatican.va/.../cfaith/documents/rc_