


Le nostre vite cambiano. Sentimenti, interessi, paure e scopi si modificano così come il nostro corpo. E' la vita!
da un pò non entravo su splinder e questa sera, dopo averlo fatto, ho trovato 14 pvt dalla redazione. Riporto il testo:
a causa di violazioni di copyright o di non rispetto delle condizioni di utilizzo di Splinder (TOS) e' stato rimosso il file caricato il 12/11/2007 - 10:49, dal titolo: anoressia2 |
In futuro, per evitare la cancellazione del tuo account, ti consigliamo di leggere attentamente i TOS di Splinder, prima di caricare altri file.
la Redazione di Splinder
fermo restando che le immagini riportate le ho trovate sul web, deduco che forse il testo potrebbe sembrare oltraggioso o dannaso.
Ma de che?
a parte il fatto che il "ti consigliamo" già mi pesa sui cog...... perchè a sbagliare sono bravissima da me, io ho parlato di un problema vissuto e rivissuto sulla mia pellaccia.
Io ancora visualizzo il post in questione e se anche per voi è lo stesso, dategli una scorsa... perchè è fondamentale non sottavalutare IL MIO PUNTO DI VISTA.
Se mi si volesse cancellare l'account che facciano pure... dalle mie parti si dice
minchiate....
sopravvivo senza splinder ma che non mi si censuri perchè sono una persona stabile e molto responsabile e non vado in giro a fottere le persone con idee insane.
Io parlo di ciò che credo e rispondo alla mia coscienza.. non ad una redazione bacchettona e parruccona (e tra l'altro pure ignorante)....
see you lather?
perhaps!
Mi infilo la vestaglia e mi alzo dal letto, solo pochi passi per giungere alla finestra.
C’è sempre il mondo lì fuori.
Ma non mi appartiene.
Nulla mi appartiene se non queste ossa
che pesano come se avessi altri corpi sopra il mio.
Anche ieri non ho mangiato.
Sono stata brava.
Devo continuare così.
Prima danzavo, adesso non posso.
Ma quando troverò la mia “forma” ideale dovrò riprendere le esercitazioni.
Forse un giorno riuscirò ad essere come mi voglio.
Ma come mi voglio?
In effetti non lo so.
Io non mi voglio.
Perché altri non mi hanno voluto.
E l’essenza diventa assenza.
Assenza dell’essere in un corpo da annientare.
Torno a farmi assorbire dalle molecole del materasso.
Loro non mi respingono anzi mi accolgono.
Mi inghiottono.
E forse anche oggi riuscirò a non mangiare.
Sui cartelloni pubblicitari delle nostre città non campeggia più l’immagine di Isabelle Caro, la modella anoressica che ha fatto discutere nei mesi passati. L’attenzione è calata su questo argomento che comunque sarà rispolverato alla prossima morte. Saremo tutti li a guardare nuove immagini di orrori che comunque continuano ad accatastarsi a mucchi.
Allora di tanto in tanto io mi occuperò di questo argomento. Per tenere alta l’attenzione. La mia sicuramente e di tutti quelli che vorranno lasciarsi condurre su questo sentiero doloroso. Le manifestazioni di questo disturbo sono molteplici. Le motivazioni infinite. L’aiuto necessita di informazione.
Pubblico qui sotto alcune immagini. Immagini forti, immagini che parlano chiaro. Immagini che non lasciano possibilità di interpretazione, che hanno il potere di scuotere gli animi.

L’anoressia è una malattia che prima di giungere al corpo nasce nell’anima.
Ci vogliono almeno un paio di mesi prima che la perdita di peso cominci ad essere rilevante ed i certi casi anche di più. Il comportamento di una persona anoressica è chiaramente individuabile. Basta notarlo.

E’ fondamentale non attaccare chi è vittima di disturbi alimentari, un consiglio per chi decide di affrontare l’argomento con la “vittima” è quello di prepararsi in anticipo.
La comunicazione con queste persone, in alcuni casi, passa anche per il silenzio. Non occorrono parole, è sufficiente la presenza. L’esserci per l’altro.
Carezze volutamente distratte, baci lievi come l’aria, piccole attenzioni da nulla possono fare molto.
Occorre stabilire un reale contatto fisico fatto di comprensione ed accettazione prima di affrontare qualsiasi discorso in merito al problema.

La giusta attenzione a chi ci sta accanto può scongiurare l’ipotesi di un reale calvario e in alcuni casi anche di morte.
I nostri figli, i nostri alunni, i nostri ragazzi in genere hanno bisogno di noi.
Non abbassiamo la guardia.
MAI.
(grazie)
Scoprire le paure aiuta davvero a superarle? O è un atto dovuto per quietarsi la coscienza?
Mi sono posta queste domande seguendo il caso dell’ultima pubblicità “shock” di Oliviero Toscani per Nolita il fashion brand Flash&Partner di Padova ma già da tempo ho trovato risposte esaustive e profonde.
Non posso che chinare il capo al cinismo studiato e imperfetto di questo mago della comunicazione. Toscani ha sempre saputo fare il proprio mestiere fin dai tempi delle pubblicità United Colors of Benetton quando ancor prima di bloccare in immagini ossa umane o neonati appena partoriti o morti ammazzati per mafia aveva puntato la sua attenzione sui “colori vitali” delle razze e delle lane in uno scenario affascinante e cosmopolita quando ancora l’Italia era un paese di retrovia.
Lui sapeva fin da allora che le scelte audaci e scioccanti creano sempre un tam tam di voci e opinioni. Sconvolgono alcuni, inducono alla riflessione altri, ma comunque non lasciano indifferenti.
E non lascia indifferente l’immagine di Isabelle Caro la ragazza francese che ha scelto di esporre la propria sofferenza fissata in 31 kg per 1.65 cm di altezza. il suo linguaggio: L'ANORESSIA
L’anoressia è un vero problema e questo lo sappiamo. E come tutti i veri problemi, essendo una realtà costante vive di momenti bui e di momenti in cui i riflettori vengono puntati con prepotenza.
D’accordo non se ne parla. Ma c’è.
Così come per l’AIDS, per le droghe, per il terrorismo, come per tutti i grandi flagelli che opprimono l’umanità se ne parla solo quando scoppia il caso eclatante al quale è impossibile mostrare indifferenza e forse per questo motivo lo spessore morale di alcune "teste" ha voluto che quell’immagine campeggiasse su strade e giornali. Rendiamoci conto che questa realtà non è un terminale per una certa categoria di persone, non è una scelta di chi vuol apparire in un certo modo e poi perde il controllo.
No signori…l’anoressia è auto cancellazione volontaria e insieme inconscia. E’ “il mio desiderio di non esserci più…ma prima di andar via voglio palesare tutto l’orrore per la non considerazione a chi, in definitiva, non si è accorto di me”.
E che vogliate crederci o no questo messaggio è indirizzato quasi esclusivamente ai genitori o chi ne fa le veci.
Una giovane ragazza di 14, 18, 22 anni non rincorre il mito della magrezza fino alla morte solo per il desiderio di entrare dentro una "38" che poi diventa una "36" e più in là una taglia "10 anni". Per quanto deficienti vogliamo farle ste ragazzine se sono sane di cervello, se vivono in ambienti sani, se comunicano sanamente con chi sta loro vicino alla fine non resistono ad un “Mc che cavolo ne so” pieno di grasso e salse varie o ad una porzione di patatine o ad un gelato. Quelle che si ficcano le dita in gola o che allontanano il cibo con dovizia, lo fanno perché convinte che se anche non esistessero sarebbe uguale. Vivono dentro una sorta di invisibilità dell’anima che le conduce dritto all’inferno. E in quell’inferno non ci vanno da sole o da soli ma si portano dietro le famiglie da cui tutto è stato generato. L’anoressia diventa una punizione a svantaggio proprio e di chi sta loro accanto, perché nessun’altra punizione potrebbe essere tanto efficace quanto l’immagine di una catasta di ossa che giace sanguinolenta su un letto e della consapevolezza che se avessimo voluto potevamo evitarlo.
“Non mi vedevi? Non ti accorgevi di me? Non mi volevi? Bene adesso prima che io vada a fanculo per sempre goditi questo spettacolo per un po’! “
Ecco cosa grida silenziosamente chi giunge all’ultimo stadio. Perché chi vi giunge ha comunque molto da dire anche se non troverà mai più la forza per farlo
E allora genitori del 2000 e passa,
uomini e donne del 3 millennio sempre di corsa tra lavoro, circoli culturali e problemi del cazzo,
oppure genitori poco sensibili con problemi reali ma non unici….attenzione!
i nostri ragazzi MUOIONO DI ANORESSIA
A questo punto mi chiedo a cosa serve ammazzarsi di straordinario per guadagnare 4 soldi in più se poi quei soldi li dobbiamo spendere a funerali o tour della disperazione tra ambulatori, cliniche e centri.
Ascoltiamoli sti ragazzi, anzi diamogli voce, diamo loro visibilità all’interno delle nostre famiglie,tra i nostri interessi primari, rendiamoli partecipi della nostra vita di adulti affinchè possano diventarlo anche loro.
Chi non vuole ascoltare, chi non recepisce i segnali, chi lascia che i propri figli, amici, conoscenti si rinsecchiscano fino al midollo senza prendere sul serio la faccenda perchè distratti da una vita che li assorbe oltremodo meritano la ferocia del lutto (peccato che a farne le spese sia un essere che in definitiva c'entra poco).
Ma ci sarebbe ancora tanto da parlare…..e vi prego, facciamolo ancora.