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giovedì, 01 maggio 2008

Annuzza e i suoi colori (prima parte)

riserva siculiana

La mansarda era in penombra, solo alcuni fasci di luce si infilavano tra le assi di legno ,mirando decise a  porzioni di muro. Il sole scivolava sulle tele appese rimanendo impigliato tra i colori accesi.

L’odore di quel posto era un composto vitale. La fragranza della campagna aleggiava nell’aria d’estate impastando il grano ai limoni ed anche all’odore di carboncino e cera e olio e tela e roba ammucchiata negli angoli.

Era lo studio di un pittore? Forse era solo un luogo dell’anima. Dell’anima di Anna.

Era la penultima di 11 figli, 10 ragazze e un bambino.

Sette delle sorelle maggiori erano in convento, vittime di una sorte beffarda. L’essere fanciulla agli inizi del secolo scorso significava dote e ricerca di un marito all’altezza.

10 ragazze era davvero difficile poterle sistemare, l’alternativa più logica era quelle di consegnarle ad un Dio che ne aveva previsto il destino. Maria, la più grande, viveva rinchiusa in una stanza della casa, il suo debole cervello pareva esploderle nella testa ad ogni pensiero. Michelina aveva trovato marito che era ancora bambina e a soli 15 anni era andata in sposa ad un signorotto di provincia.

Annuzza  invece era uno spirito libero, nessuno sarebbe riuscito ad imprigionarla fra quattro mura o allo scuro di un noviziato o fra le braccia di un uomo per un contratto sancito senza traccia d’amore. Già dal colore degli occhi era possibile intuirne l’essenza, il verde smeraldo assolutamente raro diceva tutto di lei. Era unica. Irripetibile. Aveva 19 anni,  di una bellezza travolgente e di un’intelligenza imbarazzante ecco chi era la donna che se ne stava ritta davanti al cavalletto a scrutare il campo bianco su cui cominciare a tracciare l’inizio di una nuova storia. E lei di storie e visioni ne aveva in gran quantità.

Era nata nel 1905 in una famiglia benestante della provincia Siciliana,aveva da subito mostrato il suo carattere forte ed indipendente sostituendo con gran volontà il pennello a tutti gli altri oggetti in uso alle donne di quel periodo quali aghi e filo o pentole e ramazze. I suoi veri amici erano stati i libri che di nascosto rubava alla biblioteca paterna. Le figure e le parole avevano finito col condizionare la sua visione della realtà regalandole una possibilità in più, ovvero quella di potere esprimersi tagliando via  le catene del silenzio e della sottomissione imposte da un ordine atavico e impenetrabile.

La sua infanzia era trascorsa in una tenuta “ I Garebici” presso una contrada esposta al mare africano.

Gli anni erano volati tra i campi di grano e le vigne. Anni di una bellezza struggente, anni semplici di sorelle e di scoperte, anni che le avevano tracciato addosso i colori di un paesaggio prepotente e testardo, intenso e magnifico. Il giallo del grano che si tuffava a picco su un velo celeste macchiato di spruzzi blu qua e là. L’amaranto della terra che si arrendeva ad un marrone bruciato e il verde assoluto degli ulivi che pareva penetrarle gli occhi. Adorava il viola rossiccio della buganvillea e il glicine raffinato che impreziosiva la ringhiera del cancello di recinzione e aveva deciso che avrebbe vissuto tra i colori e che questi avrebbero parlato della sua vita, delle sue idee, delle sue passioni e delle paure.

Quando le prime sorelle dopo il noviziato presero i voti una  strana inquietudine cominciò a serpeggiarle dentro. Non erano più Pinuzza e Sarina e Nunziatina ma Suor Benedetta e Suor Anna Celsa e Suor Camilla, si erano invecchiate di colpo in quegli abiti scuri e pesanti e lunghissimi. I loro capelli avevano cessato di danzare nel dondolio di una corsa domenicale a chi arrivava per prima alla fontana e al pozzo e i loro sguardi parevano impagliati come quei brutti uccelli morti nello studio del padre.

La sua sorte non sarebbe mai stata quella, una realtà monocromatica non avrebbe potuto contenerla tutta per cui dopo avere conseguito gli studi minimi disse all’uomo duro che le sedeva davanti di voler continuare. Convincerlo non fu difficile, le bastò ammettere di aver letto gran parte dei volumi presenti nella sua notevole biblioteca e di alcuni fogli del Giornale di Sicilia che riusciva a trafugare di tanto in tanto. Non avrebbe potuto affrontare il convento sapendo di Cartesio e di Baudelaire e della guerra cruenta che squarciava le genti. Non avrebbe potuto camminare per quei lunghi corridoi col rosario in mano e nella testa e negli occhi il Bacco e Arianna di Tiziano o La Maja dello scandalo o Maja desnuda di tal Francisco Goya.

L’ipotesi di un increscioso  comportamento non parve al padre per nulla remota e dunque dovette arrendersi. Le fu affiancato un insegnante che la condusse privatamente al diploma superiore. Ma lei non era sazia, aveva la smania di cercare ancora, di sapere di più, di concedersi al suo grande amore, la pittura.

L’Accademia delle Belle Arti di Palermo.

Lei aspirava a quello.

(continua)

Photobucketarietta alle ore 09:39 | link | commenti (28)
categorie: racconti

Commenti
#1   01 Maggio 2008 - 11:52
 
Mentre leggevo la prima parte del tuo racconto, mi veniva in mente un libricino " Personcine, di Maria Messina, Sellerio".
Le storie "impossibili" di persone particolari hanno una magia particolare e tu sei riuscita a delineare dei contorni forti e di carattere.
Michele
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#2   01 Maggio 2008 - 12:55
 
Questo potrebbe diventare un libro. E' scritto in modo magnifico. Baci.
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#3   01 Maggio 2008 - 23:39
 
Dai, continua, ti seguo con interesse, mi piace la storia dei primi del novecento,
Grazie, ciao, F.
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#4   02 Maggio 2008 - 09:15
 
Brava fimmina bedda, bene scrivesti...

smk e buon ponticello se lo fai
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#5   02 Maggio 2008 - 11:53
 
Arietta che si cimenta in un racconto: le premesse sono tutte positive; ben raccontata la storia che si intravede in un contesto siciliano, che ha un lieve sapore di vita vissuta o molto conosciuta...Vedremo...
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#6   02 Maggio 2008 - 12:44
 
Anche il mio sogno era la pittura...per ora un sogno nel cassetto...
poi il mio secondo sogno è la terra...
quello non puo' stare ancora chiuso per tanto tempo....
Voglio andare via da quiiiiiiii...
Estate, agosto, Cilento....siete il mio unico desiderio...ora
:)))))))))
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#7   02 Maggio 2008 - 15:33
 
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Benvenuta tra noi. Tutti gli ingredienti e non avevo dubbi. Buon fine settimana Ari***
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#8   02 Maggio 2008 - 17:14
 
...
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#9   02 Maggio 2008 - 21:07
 
Vi leggo tutti ma in questo particolare post non vorrei intervenire con risposte ai commenti, ogni tanto per un saluto magari.
Poi ne spiegherò la ragione.
Un bacio e grazie a tutti quanti
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#10   03 Maggio 2008 - 11:35
 
Sarebbe interessante sapere quante cartelle conterrà il tuo racconto o romanzo.
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#11   03 Maggio 2008 - 11:57
 
Giuli, non è un romanzo e forse non è neanche un racconto. E' una storia. La mia prima e chissà forse l'unica, non saprei.
Come tutti quelli che amano scrivere, ho sognato di potere scrivere un romanzo, mi è sempre mancata la storia…così credevo ma forse mi mancava la maturità (in senso letterario) per accorgermi di averla in me da sempre. Ma mi rendo conto che tra il dire e il fare c'è di mezzo un mare di ignoranza, nel senso che ignoro aspetti fondamentali della stesura. Il taglio forse tipo giornalistico o semplicemente qualunquistico del mio procedere in questo campo fa la differenza.
Però io sono umile è mi rendo conto di tutto questo.
Comunque ho una grande voglia di imparare e le mie cellule cerebrali tengono ancora il passo del mio entusiasmo.
Un amico, uno che di libri ne ha scritto qualcuno (e forse qualcun altro in più) mi sta, pazientemente, dando una mano....vedremo.
Le parti credo saranno 3 ma è tutto in fieri
Grazie ancora per il tuo interesse.
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#12   03 Maggio 2008 - 18:18
 
Brava mi hai riportato alle atmosfere di Simonetta Agnello Hornby, i cui libri ho amato moltissimo.
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#13   03 Maggio 2008 - 19:12
 
Nonna infatti parliamo del medesimo posto, siamo compaesane. Ho letto e amato i suoi libri perchè vorrei averli scritti io, per come conosco e vivo questi posti.
Grazie infinite.
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#14   03 Maggio 2008 - 19:36
 
Arietta deliziosa, l'umiltà è il pregio dei grandi. La scrittura è musica e come lo strumento abbisogna di grande esercizio che non trova mai fine, la scrittura ha necessità di continua sperimentazione.Considera la paura, quella che non ti lascia mai, neppure quando sei un illustre scrittore. Paura di essere letti e non riuscire a comunicare esattamente ciò che voleva. Tu sei brava a scrivere. Dovrai trovare il do di petto ed andare a ruota, come sei tu. l'ossatura del racconto c'è, la parte descrittiva bellissima. Non permettere al tuo entusiasmo di afflosciarsi:mai. Quello che hai scritto è una bellissima prefazione d'un romanzo. Buona serata***
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#15   04 Maggio 2008 - 03:32
 
é un'ora impossibile per una lettura attenta...
Tornerò appena possibile.
Baci.
d.
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#16   04 Maggio 2008 - 08:59
 
un sorriso e buona domenica
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#17   04 Maggio 2008 - 12:49
 
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Buona domenica Ari***
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#18   04 Maggio 2008 - 13:56
 
Buona domenica a tutti voi. Il tempo è bellissimo ed io non ho resistito alla tentazione del mare......
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#19   05 Maggio 2008 - 00:03
 
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Dolce notte Ary***
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#20   05 Maggio 2008 - 11:47
 
Buongiorno bedda, smk
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#21   05 Maggio 2008 - 14:17
 
la tua scrittura è unica..
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#22   06 Maggio 2008 - 09:25
 
brava......respiro
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#23   06 Maggio 2008 - 18:13
 
Vien voglia di sapere come continua... e non mi pare poco per una che "comincia" ora! ;-))
baci di priamavera in fiore sul serio stavolta!!
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#24   07 Maggio 2008 - 07:15
 
ciao ... ho letto i tuoi commenti da alchy ... wow che bel blog ...

molto "letterario" ... complimenti!

tornerò ancora a leggerti !!!

ciaooo!
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#25   07 Maggio 2008 - 13:36
 
Un salutone arietta, smksmk
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#26   07 Maggio 2008 - 13:52
 
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Così immagino la tua scrittura fluire. Un sorriso*
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#27   07 Maggio 2008 - 19:33
 
ma ciaoo! grazie del passaggio ! prima di tutto ricambio il bacio !

poi ... "devo dirti due cosine" .. eh eh ...
no in realtà ho già detto la mia sul blog ... Onestamente non mi infastidisce seil mio reddito è pubblico ... per nulla ... (è sui 26.000) ... Chi non ha nulla da nascondere che problema ha ? Poi sulla modalità tecnica (pwd o non pwd) si può discutere... ma ci sono paesi dove è possibile saperlo con un SMS ...

Area verde. No no niente usucapione. Non sono aree abbandonate ma coltivate. Ma lasciare passare la gente tra un campo colitvato e l'altro mica vuol dire abolire la proprietà privata. Altrimenti molte passeggiate in montagna e collina ... tra filari e prati non si potrebbero fare. Se non sporco e non disturbo che male faccio ?

Grillo è un po' banfone ... un po' ipocrita .. ma ha un po' ragione. peccato che per me generi + male che bene.

Ciao ciao e ancora un bacio
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#28   09 Maggio 2008 - 11:10
 
Mi piace...sento Annuzza e il suo spirito vicino molto vicino spero continui presto....( e che abbia un lieto fine ;-))
Un abbraccio cara
Mauri
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Consegnatomi da Giuliana Argenio come "attestazione di stima, bravura e amicizia".

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Grazie infinite

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Saprai che non t'amo e che t'amo perché la vita è in due maniere, la parola è un'ala del silenzio, il fuoco ha una metà di freddo.

Io t'amo per cominciare ad amarti, per ricominciare l'infinito, per non cessare d'amarti mai: per questo non t'amo ancora.

T'amo e non t'amo come se avessi nelle mie mani le chiavi della gioia e un incerto destino sventurato.

Il mio amore ha due vite per amarti. Per questo t'amo quando non t'amo e per questo t'amo quando t'amo.

da Cento sonetti d'amore di P.Neruda
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