
La realtà, in certi casi, mi confonde e mi strapazza e mentre in Francia la fiaccola olimpica arresta la sua magnifica marcia e salta sul pulman che la condurrà incolume fino in Cina, proprio da questa porzione di oriente giunge una storia che ha saputo restituirmi, per qualche istante, quel mio sorriso di bambina. Perché alcune volte la natura, saggia e ironica, sfida e vince se stessa mettendo in scena la massima rappresentazione del Gioco delle Parti.
Allo zoo di Pechino (mi pare fosse proprio quello) un lupo si innamora di una capretta e questo amore è talmente deciso e arrogante da spiazzare ogni volontà di contrasto e dare ai 2 la possibilità di mettere su casa insieme. La storia comincia quando uno dei guardiani dimentica di chiudere il recinto della piccola che, mossa da curiosità, decide di sfidare le convenzioni e si intrufola secca secca e impertinente (per il bosco) nell’area di rifugio del baldanzoso lupo. Al mascalzone non sembra vero e giunge di fretta leccandosi i baffi che lo rendono l’irresistibile marpione che è. La sciagurata signorina pare abbia cominciato a tremare e quel tremore le ha conferito quell’aspetto irresistibile che ha fatto la differenza. Il lupo, infatti, dopo averla odorata a dovere (sotto gli occhi terrorizzati degli avventori) è esploso in un ululato liberatorio “ Ecco, ho trovato la mia compagna”sembrava urlare ad una luna incredula. Adesso i 2 vivono nello stesso loft per la gioia di grandi e bambini, l’unica cosa che non riescono a condividere sono i pasti infatti l’ovina(?) non rinuncia alle sue erbette e insalatine mentre lui (?) non accetta che bistecche.
Tutto questo ha poco a che vedere con gli stupidi uomini che proprio non riescono a cedere alla tentazione di mettersi in discussione… tracotanti e rigidi come pali della luce non accettano che la propria ragione possa arrendersi alle mille altre esistenti.
I cinque cerchi olimpici sono divenuti manette e io me le sento ai polsi perché le ingiustizie mi legano al palo della mortificazione e le catene pesano come quella logica irrazionale che difficilmente riusciamo ad accantonare. Non voglio giudicare la riottosità di certe menti ma non posso non sentirmi frantumata contro il muro di gomma dello scontro fisico e ideologico in nome di stupide verità le cui certezze oggettive di alcuni sono soggettive per altri.
Mi piacerebbe invitare chi di competenza a riflettere. Nulla è insormontabile, forse difficile, forse improbabile, ma non necessariamente impossibile. Se la natura cede a se stessa in casi come quello citato o ancora come nel caso della piccola Lala, bimba indiana, nata con due facce e cioè 4 occhi, 2 nasi, 2 bocche e per questo venerata come una dea dai genitori e dagli abitanti del suo villaggio che proprio non vogliono considerare la possibilità di operarla, allora perché certe maggioranze non possono cedere ad alcune minoranze che non ledono e non offendono?
