


![platinette[1]](http://files.splinder.com/02d741286d82bbb61c5b98aa82438c54.jpeg)
La vipera della famiglia delle GranButtana è un essere talmente velenoso da concedere poche possibilità di divertimento. Spegne ogni fantasia per cui è necessario conoscerla per evitarla.
Buttana c’è nata e su questo non ci piove. Al momento del parto esce dal ventre materno tutta blu (très chic) e attorcigliata in metri di cordone ombelicale che così la facciamo tragica fin da subito.
Antipatica e manesca fin dai primi anni di vita impara presto a scambiare caramelle con quattrini sonanti esercitandosi nella corruzione che è una gran figata e di cui disporrà per il resto della vita. Fa presto ad alzare la gonna che pare una pratica di sicuro successo.
Cresce rinvigorendosi nella sua bruttezza che non sempre è quella o solo quella fisica. Però praticamente è spesso la cozza del gruppo. L’invidia non le lascia fiato rischiando l’embolo impazzito di continuo. Ma c’ha “i sordi” e questo ritorna assai comodo. Per cui compra tutto o almeno ci prova.
Lei sa tutto. Di tutti.
Lei capisce tutto. Legge il labiale. Ha l’orecchio bionico e la lingua biforcuta.
Divulga la notizia meglio della rete.
Ma usa la lingua anche per altro, (che le vipere sono le migliori altro che bolognesi).
Vive con la pancia risucchiata all’interno.
E col culo speranzoso in fuori.
Va a Messa tutte le domeniche e la dottrina di cui è seguace è: "Ama Iddio e fotti il prossimo".
Venera S. Maria De Filippi che a spigoli e intrallazzi non è seconda a nessuno e che delle vipere è la santa protettrice.
Lei la da. Quando gliela chiedono. E siccome non capita spesso… si fa i cazzi degli altri tanto per restare in tema (che poi sono sempre meglio dei propri).
Ma sa anche essere una brava massaia: Taglia e cuce. Lei coltiva zizzania. Prepara bocconi amari. E lascia cuocere nel proprio brodo.
Lei è ovunque. Si materializza dal nulla quando cerchi discrezione.
E se ti scova per puro caso comincia a tremarle il sopracciglio sinistro e a tirarle l'angolo destro della bocca in un eccesso di felicità che questa non era in programma.
Lei non sparla, dice le cose così…tanto per dire. E le dice sorridendo che per poco non ci scappa la paresi facciale e intanto constata,soppesa, misura… il danno fatto . E se nota turbamento le si accellera il processo di crescita dei peli delle ascelle.
Ti incontra e ti gracchia “ Ma come sei sciupata!… sembri malata!!!” Questo significa che contestualmente gonfia dalla rabbia per la tua linea ritrovata, le si ingrossa il pelo, le gonfia la carotide e assume il definitivo aspetto di Platinette . Affaire compreso.
Ha l’antennino UMTS sottopelle che non gli serve comporre il numero. In mancanza di segnale usa la comunicazione telepatica perchè proprio non resiste a trattenersi dal divulgare alle compari l’ultima, succulenta, verità nascosta. Ogni pettegolezzo le giunge per incanto e se il canale è momentaneamente ostruito, non c’è problema: LO INVENTA.
Appena la vedi per abitudine prima ti tocchi le palle e poi ti giri guardinga con la sensazione di essere stata scoperta anche se se stai semplicemente buttando l’immondizia nel cassonetto.
Perché lei ti legge il pensiero. Altrimenti non potrebbe celebrare il processo alle intenzioni. Se ti vede parlare con qualcuno…suppone… e allora scatta la fase di indagine, che non avendo studiato diritto, quasi mai è preliminare ma fortemente definitiva. Senza possibilità d’appello.
Difficilmente trova la strada della redenzione. In tarda età la si trova spalmata al vetro della finestra alla quale ha tolto pure la tenda così spia meglio.
Ha sempre lo spiraglio della porta con un filo di luce che traspare, quando rientri la notte.
Perché lei non dorme. Veglia la notizia prima che si dissolva con le prime luci dell'alba.
E non muore presto perché quando è morta non sanno dove metterla.( In Paradiso no che è per pochissimi, al Purgatorio c’è la fila (roba di precari) e all’Inferno non si capisce una mazza perché con l’indulto si era svuotato un poco ma adesso ci sono i problemi di sempre….poveri dannati. E la vipera non la vogliono che già hanno il loro bel da fare col serpente).

