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Labbra Blu - Diaframma
C'e' una ferita in fondo al cuore grande come non l'hai vista mai guarda il sangue e il suo colore ... e' bellissima. .

C'e' un grande salto in fondo al cuore prima deserto, adesso un'oasi via i cancelli per favore, che non mi servono piu'. Via le lame dal mio cuore, via le cose che lo umiliano carro che non vuol cadere nella stupidita'. .

Sulle labbra era il sapore del mattino che hai inventato tu guarda adesso come piove sulle mie labbra blu. Guarda adesso come piove sui sentieri in fondo all'anima storie che non hanno odore, e' la mia realta'.br>
Vorrei dare un nuovo nome, nuova linfa a tutto quel che c'e'. ma ogni cosa e' una ferita che mi ricorda te.

Labbra blu - Diaframma

venerdì, 30 ottobre 2009
Praga
praga2[1]


Questo fine settimana sarò a…
 
PRAGA!


   
Che dire?
Scritto da: arietta alle ore 15:04 | link | commenti (12) | Categoria: viaggi, emozioni, dentro dentro




martedì, 27 ottobre 2009
C'è nessuno?
Bersani meglio di Marino o di Franceschini?
 
Credo sia più importante ritrovare la sinistra, mettendo da parte segretari e portavoce.

Io ho vissuto una vita orientata a sinistra per un reale problema fisico. Il mio orecchio sinistro ode meglio, il mio occhio sinistro piglia meglio, il mio lato sinistro (al contrario di ciò che potrebbe sembrare) è più bello… un mezzo millimetro più alto, una mezza mini caloria più magro, un mezzo punto luce più chiaro.
Io non c(’)entro nulla , è solo genetica!
Adesso mi sento disorientata, quasi orfana. Mi manca il lato mancino del mio essere.

Il fatto è che sono cresciuta con la convinzione che ogni individuo va rispettato e se questo si attiene alle regole che la società gli impone, allora va oltremodo tutelato.

Sono cresciuta nella convinzione che ogni lavoro nobilita l’uomo che lo svolge e che vanno supportate quelle categorie di lavoratori la cui voce giunge più flebile di altre.

E credo nella famiglia a prescindere dal suggello delle unioni. Credo nell’amore rispettoso a prescindere dal sesso e nel mutuo soccorso nonostante le ronde. Credo che “credere” sia  un valore aggiunto , la fede dona forza e motivazione, ci rende migliori. Per questo ritengo che ognuno possa e debba affidarsi a chi sente più vicino, sia questo… Gesù, Maometto, Buddha o Nonna Papera.

Oggi vivo in una società che mi rappresenta molto poco.

Vivo in una società che non garantisce il lavoro imponendo ad esseri umani una soglia di povertà che si spalanca sulla disperazione e che invece assicura ,ad altri, enormi guadagni all’insegna dello spreco.

Vivo in un paese dove la tolleranza è scesa a patti con la paura, dove la furbizia scalza di continuo la meritocrazia e la giustizia è ormai un ideale pret-a-porter.

Vivo nell’instabilità delle mie certezze che ormai programmo al tempo  delle legislazioni.

Vivo in bilico tra attesa e crescita,  persa in una folla di maestri unici, perdenti posto e puttanieri che viaggiano in escort o auto blu.
 
Vivo praticamente come la particella di sodio dell’acqua Lete
images[11]
interrogandomi di continuo
 
C’è nessuno?
Scritto da: arietta alle ore 06:33 | link | commenti (18) | Categoria: politica, dubbi, ihihih




sabato, 24 ottobre 2009
Passaggi...
Berlusconi: vuoi un passaggio in “escort”?
 
Marrazzo: No, grazie prendo il “ trans
Scritto da: arietta alle ore 08:08 | link | commenti (14) | Categoria: politica, caricature, ihihih, complimenti vivissimi




mercoledì, 21 ottobre 2009
Bugie mattutine...
Non è che in questo periodo io abbia qualcosa di particolare contro i maschi ma visto le tempeste e i giochi pirotecnici estivi adesso ho l’ormone depresso e poca voglia di confrontarmi con loro.
Se poi questi evidenziano una particolare deficienza mentale il tutto diventa più complicato.
C’è S. il marito della mia amica C., uomo belloccio del tipo frizzante, che in questo momento si fa portavoce  dei diritti dell’uomo di mezz’età annoiato e viziato  e  alla soglia dei suoi 45 anni ha deciso di guardarsi in giro
L’altro giorno lo vedo di sfuggita sullo scooter in compagnia di una tipa piuttosto giovane. Un paio di sere dopo lo rivedo con la stessa squinzia  mentre fumano una sigaretta intenti a discutere in un atteggiamento che lascia poco spazio all'immaginazione. Lui si accorge che io lo noto e mentre sorrido abbassa lo sguardo ammettendo un malintenzionato proposito.  
Fosse stato solo questo avrei continuato la mia vita ugualmente con , forse, una maggiore convinzione che se la mamma dei cretini è sempre incinta  quella degli stronzi è assidua nei parti plurigemellari,  invece no… me lo vedo piombare in casa , di buon’ora,  mentre sto preparandomi per uscire.
Avete presente una donna che sta preparandosi per uscire?
Beh, io sono una di quelle che saltella da una stanza all’altra sempre in ritardo , può capitare che mentre mi metto il rimmel passi la pezza sul lavabo nell’estremo tentativo di lasciare la casa in ordine oppure che prepari la tavola per il pranzo e allo stesso tempo cerchi di infilarmi gli stivali.  Ed ecco che  mentre sono al telefono con l’orecchio violentato dalle urla di mia figlia che ha dimenticato il compito di tecnica,lui mi prega di ascoltarlo in quel suo patetico tentativo di arrampicata  sugli specchi da gatto ubriaco.
Ma siamo impazziti?
Alle 7.30 di lunedì mattina? (ma a che ora è uscito da casa?)
Caxxo mi si è pure sfilata una calza! Quasi sudata già di prima mattina lo tengo a bada fuori della porta del bagno mentre mi cambio velocemente… ricaxxo sono  le 7,35 dovrei essere fuori già da 10 minuti.
Esco dal bagno. Lo pietrifico con lo sguardo. Lo invito graziosamente fuori dalla porta e sul pianerottolo mento spudoratamente comunicandogli che ho già riferito tutto alla moglie. Lo lascio qualche passo indietro e me la do a gambe levate  sghignazzando come una pazza.
Passerà una mattinata di mer..?
 
Deciderà di scusarsi con C ammettendo la colpa anche se lei “finge” di non sapere nulla?
 
O passerà un brutto periodo(giurando dentro di sé che non si ripeterà ancora) con gli occhi sempre incollati al pavimento sapendo che lei sa senza che in effetti sappia nulla?
 
Ihihih…
Scritto da: arietta alle ore 08:55 | link | commenti (32) | Categoria: amicizia, caricature, ihihih




sabato, 17 ottobre 2009
Da "tenere" e da "buttare"|
mars
Sabato pomeriggio, nessun passerotto che svolazza in giro.
Quiete. I ragazzi sono appresso alle loro vite, il cinema, il calcetto, la pizza con papà.
Io decido di cimentarmi in uno dei lavori che rimando ormai da secoli ovvero quello di rimettere ordine in questa mia scrivania che è talmente grande e piena di cassetti, vani e pertugi da assomigliare più ad una roulotte che ad un tavolo...
Decido che è arrivato il momento e per avvalorare questo mio intento mi fornisco di 2 scatole di cartone, una “da tenere” e una “da buttare”, una sorta di contropartita  di necessaria organizzazione.
Il disordine che assomiglia all’ordine... questo mi fa paura!
Fogli e fogli impilati, pressati l’uno sull’altro in una risma di appunti e note e scarabocchi che evocano lunghe telefonate con chissà chi. Carpette sbiadite rigonfie di vita quotidiana, di dare e avere, di “pagati”, da “pagare” ,di appuntamenti dal dottore,  di scontrini di incauti acquisti che sarebbe meglio dimenticare e di biglietti della lavanderia che invece avrei dovuto ricordare.
Di tanto in tanto inciampo in qualche sorpresa, una penna perduta, una foto sdrucita, una carta di Mars che documenta qualche giornata amara affogata nel cioccolato.  E fra molliche e fili di tabacco evasi dalle tante sigarette che nascondo ritrovo un biglietto scritto da lui. Una cosa a metà tra una lista della spesa e un organaizer, per cui sotto la voce schiuma da barba c’è un numero da chiamare per le ore 15, quasi che il signor schiuma da barba prima non fosse reperibile.
Così era lui, abbastanza disordinato, un uomo della specie marito, uno di quelli che dopo che ti ha conquistato, pur restando affettuoso, si trasforma in un ibrido a metà tra l’orso e il nonno. Ora, dopo che gli hanno  tolto un po’ di cibo per alcune intolleranze alimentari, ha assunto quella particolare e sorprendente espressione che caratterizza tutti gli uomini del pianeta quando non stanno benissimo, Fosse solo un’unghia incarnita o 37 di febbre ecco che l’esemplare maschio della razza umana viene colpito dalla sindrome del malato terminale.
 Mi accorgo che anche la sua calligrafia non mi provoca più emozioni, un po’ come la sua voce quando di tanto in tanto lo sento.
Ripiego il “pizzino”  .
Avrei voluto tenerlo, ma hops, con un gesto maldestro lo infilo in quella “da buttare”.
(tengo però la carta del mars, quella si mi provoca emozioni)
Scritto da: arietta alle ore 22:21 | link | commenti (23) | Categoria: scemenze, dubbi, ihihih




giovedì, 15 ottobre 2009
Un giorno ti incontrerò...
Un giorno ti incontrerò mio perduto amore…
E avrai gli occhi di mare e il respiro che sa di tabacco e stupore.
Avrai il vento fra i capelli d’argento e uno strano senso di stanchezza nella barba che si mostra appena tra i pori di un viso deciso.
 
Un giorno ti incontrerò mio bramato amore…
E il tuo cuore sarà di ardesia ed io potrò inciderci sopra con le mie unghie affilate.
Ti mostrerò i miei denti e i miei segreti.
Ti dirò delle mie paure e di cosa sono fatti i miei sogni e le mie fantasie.
 
Saprai ascoltarmi amore mio e vorrai raccontarmi di te e di ciò in cui non credi, in cui non speri, di cui non sogni.
Non ti offenderai ai miei rifiuti, alle mie distrazioni, ai miei tradimenti.
Mi ripagherai con la stessa moneta… perchè questo amore sarà al di sopra di ogni umile, umana consistenza.
 
Un giorno ti incontrerò mio anelato amore…
E i tuoi occhiali saranno di osso, le tue vene di carbonio e il tuo corpo di roccia.
La tua età sfiderà la mia, la tua intelligenza si approfitterà della mia, il tuo senso soccomberà al mio.
 
Un giorno ti incontrerò mio adorato amore
E 2 + 2 farà 4 e il rosso di sera porta buon tempo almeno si spera.
 
Tutto sarà scontato ed incredibile.
Tutto sarà come doveva essere
Scritto da: arietta alle ore 19:05 | link | commenti (21) | Categoria: poesie, amore, dentro dentro




martedì, 13 ottobre 2009
Attendo...
Soffia il vento. Un vento autunnale mi sembra, non freddo ma che promette acqua.
La mia calma non è apparente, è solo rubata.
Ripongo conchiglie e stelle cadenti e mi rimetto al mondo dopo un lungo intervallo.
La luce rossastra che mi ritrae è quella estiva, adesso mi sento grigia e offuscata, appesantita dagli oneri e dalle fini. Sempre in attesa…
 
Attendo l’odore delle caldarroste
E le nubi che si gonfiano di grigio.
Attendo che il mio cuore si fermi in un attimo
prima di un’incredibile corsa
e l’attesa diventa fremito
e il fremito impulso per quello che sarà.
Io non mi sono mai arresa
E il mio non arrendermi è attesa.
 
Mi accovaccio sul divano e stendo sulle gambe un plaid leggero, è autunno quasi, e il sentir d’inverno è ormai alle porte, almeno nel cuore. Ho bisogno di fermarmi e riposare ed incassare i colori scuri e metabolizzarne gli effetti. Ho bisogno di scrivere, ho bisogno di trasformare i pensieri in tessere che poi appiccicherò l’un l’altro vicini, in un mosaico di vetro e saliva. Ho bisogno di stare qui, in questa casa inespugnabile e vana al contempo. In questo posto mio, dove io sono io.
Scritto da: arietta alle ore 20:56 | link | commenti (18) | Categoria: dentro dentro




lunedì, 12 ottobre 2009
Senza parole
Non sempre ciò che si riporta ad altri come “accaduto ad un amico” è qualcosa accaduto a noi stessi di cui abbiamo vergogna, è che certe volte abbiamo amici davvero fessi…
 
Si erano incontrati circa un anno fa e sembravano fatti l’uno per l’altra. Una coppia “adulta” 38 anni lei, 43 lui. Entrambi bellocci, benestanti, mai sposati. Avvocato lui, insegnante lei. La cosa che li differenziava era che lei aveva sempre pensato, sognato, bramato il matrimonio. Lui evidentemente no. Il rapporto non parte benissimo ma si sistema con il tempo e piano piano li  si vede sempre più spesso insieme, magari al cinema, magari  a cena, magari a fare spese ed anche la spesa.  Lei ancora in casa coi genitori, lui evidentemente…anche, nel senso che da sempre vive da solo in una graziosa casa di campagna poco fuori città ma che in realtà occupa abusivamente nei mesi invernali per poi renderla ai legittimi proprietari , mamma e papà, nei mesi estivi ricomponendo il nucleo familiare d’origine..
 E così la mia amica si ritrova a far la ragazzetta di 15 anni a dover consumare frettolosi amplessi sul sedile posteriore dell’automobile durante tutta l’estate (lunghissima e calda da queste parti). La cosa che non si spiegava era per quale motivo lui la tenesse sempre oltre il cancello della graziosa casa di campagna e non solo di quella. Quando gli anziani coniugi decisero di far ritorno in città tutti tirammo un sospiro di sollievo, l’avvocato 43enne per il recupero dei propri spazi, la mia amica per la riconquista di una apparente normalità quasi matrimoniale ed io per non dovere subire ore di telefonate farcite di non so quanti “Ma ti rendi conto?” o “ Ma ti pare possibile?”.
Ieri l’altro ero accovacciata sul mio divano a vedere la replica del bellissimo primo episodio di Flash Forward quando lo squillo del telefono mi sembrò più inquietante del solito.
“ Oddio Arietta è proprio uno stronzo…” e di lì giù a valanga. In pratica mentre lei si aspettava da un momento all’altro la più pomposa delle proposte di matrimonio con allegato anello magari antico della nonna, pare che lui si sia rivelato per quello che è e mentre si trastullavano sul letto nudi e crudi, dopo aver sentito un rumore che pareva di una porta che si apriva, lui pallido e sudato pare sia saltato giù dal talamo e con un gesto maldestro  le abbia scaraventato in faccia la borsa consigliandole di uscire dalla finestra.
Oddio, ho pensato, quella madre lì deve avergli bendato il cervello col cordone ombelicale.
Ho dunque invitato la mia amica ad uscire dal portale di questa storia senza farsi troppi scrupoli con la certezza che quello giusto arriverà di certo (e possibilmente orfano please)
Scritto da: arietta alle ore 19:26 | link | commenti (6) | Categoria: amicizia, caricature, ihihih




domenica, 11 ottobre 2009
Io prendo te con me per sempre
Lui appuntò il suo sguardo su un riccio riverso di lei, che le toccava la spalla.
Era bella, nascosta da quel velo leggero che le scendeva sul viso.
La carità è paziente,
è benigna la carità;la carità non invidia, non si vanta…”
E mentre quelle parole sfilavano lungo il chiostro che porta il senso dall’orecchio alla mente, lui le sfiorava la pelle di seta col fiato.
 18 anni c’erano voluti per giungere insieme all’altare, praticamente erano stati insieme tutta la vita e insieme avevano deciso di restare, fin quando la sorte o dio o loro stessi avessero voluto.
Giovani di una giovinezza in cui gli anni contano e non contano, belli di una bellezza in cui la bellezza stessa si afferma e si impone, si  scambiarono gli anelli sull’altare di una chiesa piccola nascosta tra fronde e fiori selvatici. E quando furono fuori sul sacrato e il vento li colse con un soffio caldo … lui, dopo anni e anni di sesso e carezze e baci, la guardò pensando
-         “Quando potrò averti amore mio?”
Ma lei stava già rispondendo a quel richiamo silente e lo avvolse nell’organza del suo amore…
Scritto da: arietta alle ore 13:10 | link | commenti (5) | Categoria: amore




giovedì, 08 ottobre 2009
E poi, magari… capita
 
 
 
 
Magari capita che all’improvviso ti innamori, magari succede perché incontri una persona più giusta delle altre, una di quelle “AFFINI” a cui piacciono gli stessi argomenti che piacciono a te, gli stessi libri, gli stessi film.  
Magari ci piacevano gli stessi cibi e avevamo le stesse abitudini del tipo seratina tranquilla a casa, un bel film, un po’ di coccole e quella sensazione soave di cotone nel cuore.
Riflettevo la mia anima allo specchio e vedevo una donnina piacevole e intensa, una di quelle con cui è gradevole parlare magari di politica, magari di ciò che capita. Una donnina che ha sempre mille cose da fare e il sogno di un vero amore, uno giusto.
Così, magari capita che la vita va avanti e ci trascina con sé, non più in turbine, ma in uno strano meccanismo di dare e avere, di fare ed attendere. Di vivere.
E poi, magari capita che all’improvviso ti scuoti e sistemi i pezzi in modo inequivocabile. Tu sai chi sei veramente, tu sai cosa sospinge il tuo essere te stessa, quali sono le tue motivazioni, le tue proiezioni e le tue aspettative.
E scopri che sono passati anni di nulla, di mera compagnia, senza costruire, senza capire.
Magari capita che lo affronti e gli dici – “ Al momento ho bisogno di stare da sola”.
Magari capita che al centro commerciale scorgi il suo viso tra tanti e come in una pellicola al rallentatore, ti lasci assorbire dalla folla per essere inghiottita da un anonimo camerino di provincia.
Magari capita che non hai più lui, però hai te.
Scritto da: arietta alle ore 19:03 | link | commenti (8) | Categoria: dentro dentro