


La mia casa.
Mura alte e soffitti pieni.
Un senso di pace che non so dire, le voci dei bambini che si accavallano a questo mio essere inquieto.
La mia casa, un non luogo che non so spiegare.
Un posto che mi appartiene anche se è tappezzato da un codice html che definisce colori e contorni.
Questa sono io, e quel che sono certe volte mi basta e altre mi spaventa.
Vorrei raccontarvi di ciò che mi è successo in questo periodo.
Di ciò che mi ha toccato e trafitto.
Di ciò che ho sperimentato.
Di ciò che ho immaginato e supposto e sperato….
E scansato.
La mia vita è cambiata un giorno in cui altre vite sono cambiate.
Una donna era in macchina coi sui bambini e percorreva una strada solita.
Sempre la solita.
Aveva salutato il marito poche ore prima, si erano dati appuntamento
per il pranzo.
Sempre il solito.
E lui aveva baciato i suoi ometti e loro lui in un gesto scontato.
E poi tutto è finito.
Un crash da ricordare per sempre.
E per sempre quelle vite sono diventate nulla.
Non so spiegare l’effetto.
Ma mi resta poco dentro e a stento riesco a trovarlo.
Forse un giorno saprò parlarne.
Forse un giorno….
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Rieccomi a casa, giusto il tempo di riordinare un pò e poi tutto quanto ritornerà alla normalita.