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Labbra Blu - Diaframma
C'e' una ferita in fondo al cuore grande come non l'hai vista mai guarda il sangue e il suo colore ... e' bellissima. .

C'e' un grande salto in fondo al cuore prima deserto, adesso un'oasi via i cancelli per favore, che non mi servono piu'. Via le lame dal mio cuore, via le cose che lo umiliano carro che non vuol cadere nella stupidita'. .

Sulle labbra era il sapore del mattino che hai inventato tu guarda adesso come piove sulle mie labbra blu. Guarda adesso come piove sui sentieri in fondo all'anima storie che non hanno odore, e' la mia realta'.br>
Vorrei dare un nuovo nome, nuova linfa a tutto quel che c'e'. ma ogni cosa e' una ferita che mi ricorda te.

Labbra blu - Diaframma

domenica, 30 novembre 2008
oggi mi sento così....

                                           Gear of wars – last day

Una combattente malinconica

Con un’incredibile voglia di tornare a casa…

Intorno a me solo macerie ma questo è il destino di ogni mercenario.

Chi combatte per mestiere non dovrebbe avere neanche un briciolo di cuore e ppure una puntina mi pare di averla da qualche parte....

 

Scritto da: arietta alle ore 09:07 | link | commenti (8) | Categoria: giorni no




domenica, 23 novembre 2008
Ho dormito accanto a te

Ho dormito accanto a te in un groviglio di gambe e pensieri e sudore e gemiti inconsulti di un sonno che a tratti ci avvolgeva. Restavo immobile aspettando che l’aria della stanza si solidificasse in un ricordo impossibile da perdere.

Ho dormito accanto a te e tutto è sembrato logico, chiaro, naturale. E mi chiedo se le nostre vite giungeranno  agli stessi incastri perfetti suggeriti dai nostri corpi. Mi chiedo se riusciremo a evitare quella stanchezza che genera confusione e quel bisogno di sfuggirsi per recuperare qualcosa che non c’è. Riusciremo a bastarci ancora come in questa notte? Riusciremo a dormirci addosso e a risvegliarci ogni volta con la saliva impastata dal sonno  e l’odore della consapevolezza fra i capelli?

Consapevoli che…  scegliersi ogni giorno vale molto più di qualsiasi altro vincolo, consapevoli di essere giunti fin qui e di esserci in 2 .Consapevoli che il sorriso mattutino mentre sorseggiamo il caffè bollente è un attimo d’amore senza né maschere né trucchi e che da adulti il comprendersi può essere più semplice e il viversi un vero dono.

Ho dormito accanto a te e ancora voglio farlo, per mettere un ordine sintetico alle nostre esistenze multiformi, per sentire il bisogno di ritrovarsi e lasciarsi sorprendere dalla certezza che è giunto il momento di fermarsi e riposare.

E tu deponi le armi sul pavimento come uno stanco guerriero ed io ti sfinisco con un ultimo  ballo lento.

Scritto da: arietta alle ore 13:50 | link | commenti (34) | Categoria: amore




giovedì, 20 novembre 2008
C'è qualcuno?

I bambini e le loro solitudini. I bambini e il muto mondo degli adulti. I bambini e la loro ricerca costante di attenzione, poco importa da quale parte provenga, poco importa a cosa conduce.

Resto immobile davanti la nuova pubblicità televisiva di Telefono Azzurro (che ho invano cercato su youtube) forse perché quel mondo surreale e vuoto ,in parte, mi appartiene.

La traccia è efficace, la desolazione invadente, la paura nettamente percepibile: un bambino di circa 7/9 anni si guarda intorno e si ritrova completamente solo in un contesto metropolitano deserto, come se gli adulti fossero stati lì fino ad un batter di ciglia prima, la tazzina del caffè ancora fumante, le porte che ancora si muovono dall’ultimo passaggio veloce di qualcuno che non è più lì. Prima perplesso, poi sempre più impaurito chiede disperatamente se “C’è qualcuno?” ma nessuno risponde, nessuno si intravede. La paura diventa terrore e la visione si gonfia di angoscia perché qualsiasi cosa potrebbe accadere a quell’innocente bersaglio di distrazioni e disinteresse.

Un incontro qualsiasi sbagliato e determinante, una caduta rovinosa sul  percorso di questa cazzo di vita e le vite seguono traiettorie imprevedibili e dolorose che  trasformano gli agnelli in lupi, le menti lineari in menti contorte. La solitudine interiore nasce a quell’età e il vuoto scalza il senso di pieno che fino a qualche tempo prima sembrava reale e avvolgente.

Chi vive un’infanzia pesante diventa un adulto pesante. Chi subisce violenza si difende con violenza, chi non ha amore non conosce amore, chi non viene compreso da bambino in futuro non comprenderà i bambini.

Una carezza in più ai nostri piccoli non costa nulla e potrebbe risparmiare loro quella logorante domanda: “c’è qualcuno?

Scritto da: arietta alle ore 20:40 | link | commenti (12) | Categoria: bambini, paure, denuncia, dentro dentro




domenica, 16 novembre 2008
Appassionata

APPASSIONATA - by Patrick Mock - 24x30 on art canvas

Piano piano … dovrei farcela.

E’ che in questo momento riesco solo ad ascoltare il silenzio e la comunicazione passa attraverso un canale muto.

Sto costruendo la mia nuova … bellissima casa interiore.

Avrà fondamenta profonde e muri spessi, mi serve solidità per contenere questa mia vita appassionata.

Scritto da: arietta alle ore 09:51 | link | commenti (17) | Categoria: sogni, arte, dubbi, dentro dentro




venerdì, 07 novembre 2008
Una come tante

Fuori pioveva, le gocce battevano alla finestra senza sosta e ogni tanto un rombo di tuono squarciava il silenzio bagnato della notte. Piano si avvicinava al suo corpo disteso senza sfiorarlo realmente, temeva di svegliarlo e invece desiderava che continuasse a dormire. In realtà non voleva alterare con un qualsiasi movimento quello stato di cose. Si sentiva al sicuro. Si sentiva spaventata.

Una volta aveva avuto una vita diversa, una casa, una famiglia. Andava a scuola, al cinema, in discoteca. Era stata, dopo tutto, una ragazza come tutte le altre. Poi i suoi genitori si erano separati e lei aveva finito col perdere l’orientamento. Era diventata una nomade, si spostava di continuo senza sentirsi mai da nessuna parte, qualche giorno con la madre, poi dal padre, ma anche da qualche amica e di tanto in tanto dai nonni. Quando la notte si stendeva, attaccava gli occhi al soffitto, che bene o male era simile da tutte le parti e sorrideva al pensiero di considerare cemento e ducotone uniche certezze in quell’età  di  mezzo che stava vivendo. Poi gli eventi l’avevano portata in un’altra vita che poco le apparteneva. Avevo cominciato l’università ma dopo qualche materia aveva lasciato perdere, improvvisandosi adulta in un mondo di merda. Qualche lavoretto lo rimediava, commessa in un panificio, cameriera in una pizzeria il fine settimana, shampista in un salone di periferia.

Non capiva come le fosse stato possibile diventare una sbandata che ogni tanto beveva troppo o si sballava con l’hashish, sinceramente avrebbe desiderato essere un’altra ma non una di quelle da sogno, grande figa o ricca sfondata, solo una normale, una come milioni.

Una con una casa, sempre la stessa. Una con un lavoro, sempre lo stesso e con un mutuo, uno scooter, un’amica e un amore. Un grande amore. Un amore grande fatto di carezze e cenni d’assenso. Un amore immenso con camicie da stirare e bollette da pagare e cene insieme davanti al tg e gite fuori porta la domenica mattina. Un amore con una canzone, con un letto ikea, con la speranza di un figlio.

Un amore vero, non di quelli bugiardi e fragili che vengono giù al primo sentir di vento. Non uno di quegli amori costruiti in serie che ti danno la garanzia per un paio d’anni e dopo si sbaracca, pazienza per chi dentro c’è nato.

Questo potrebbe essere l’inizio di una storia ma è solo la trasposizione di una paura materna.

Molte volte mi capita di pensare a come reagiranno i miei figli all’urto di un divorzio che fortunatamente rientra nei termini civili di un disastro.

A parte il fatto che gli dedichiamo , col padre,  tutto il  tempo a nostra  disposizione , riusciranno a comprendere che certi modi bruschi sono il frutto del peso della colpa? Riusciranno a perdonarci il fatto di aver amato più noi stessi che loro? Ci malediranno, quando adolescenti, vorrebbero aggrapparsi a certezze che invece gli mancano? Continueranno ad amarci anche quando realizzeranno che avremmo potuto togliergli la possibilitàdi essere "Uno Come Tanti"?

Già mi immagino a dover combattere con una tigre scatenata e un lupo famelico.

Scritto da: arietta alle ore 22:41 | link | commenti (21) | Categoria: donne, racconti, bambini, emozioni, paure, dubbi




mercoledì, 05 novembre 2008
E... ci voleva

Ho messo via il chiaro dai miei capelli, quello che il sole e il mare mi hanno lasciato come ricordo di questa estate a metà. Una spuntatina, il mio bruno ritrovato e poco altro…

Vebbè… il prossimo giro dal chirurgo plastico.

Scritto da: arietta alle ore 12:35 | link | commenti (14) | Categoria: scemenze




domenica, 02 novembre 2008
Sentirti

bianco e nero 2

Questa nostra storia è come un pontile di legno sospeso sul mare d’inverno,

vulnerabile e saldo al contempo.

E ti vedo rinforzarlo mentre il cielo promette tempesta.

E’ questo l’amore?

Questo bisogno incessante di sentirmi al sicuro con te?

Il  desiderio di rifugiarmi in fondo alla tua voce o annegare nel profondo del  tuo sguardo?

 

Scritto da: arietta alle ore 23:47 | link | commenti (19) | Categoria: sogni